BTp e spread, cosa succede dopo il voto al Senato di ieri

Governo Conte salvato anche dal Senato, ma con numeri risicati e un po' sotto le aspettative. I mercati potrebbero avere una reazione a due tempi.

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La reazione dei mercati al voto del Senato su Conte

Il governo Conte ha incassato la fiducia ieri anche al Senato. Dopo i 321 “sì” alla Camera dei Deputati (maggioranza assoluta 316), sono arrivati i 156 di Palazzo Madama. I contrari sono stati 140 e gli astenuti 16, questi ultimi tutti di Italia Viva. La maggioranza assoluta per avere la certezza dei numeri al Senato sarebbe di 161, ma ieri sera il governo non è riuscito neppure a raggiungere la maggioranza dei presenti, che erano 313. Cosa accadrà sui mercati finanziari?

Spread e rendimenti in risalita, il BTp a 5 anni torna positivo sulla crisi politica a Roma

Nella seduta di martedì, abbiamo assistito a un forte calo dello spread BTp-Bund a 10 anni, sceso a 107 punti base, giù dall’apice dei 120 raggiunti giovedì scorso. Il rendimento decennale dei nostri titoli di stato si è contratto allo 0,53%. Al contempo, il BTp a 5 anni è tornato ad offrire rendimenti negativi, chiudendo al -0,08%. Alla luce dei risultati del Parlamento, possiamo immaginare che anche oggi prosegua la discesa dello spread e dei rendimenti italiani, perché la prospettiva più temuta, quella delle elezioni anticipate, sembra essersi allontanata.

Ma sbaglia chi crede che la crisi di governo sia stata scongiurata definitivamente. Le prossime due settimane saranno determinanti per capire se il premier Giuseppe Conte abbia realmente benzina per andare avanti o se debba rassegnarsi all’assenza di una maggioranza politica. Già oggi, salirà al Quirinale per tenere un colloquio con il presidente Sergio Mattarella. Per sua stessa ammissione, o si trova un accordo per allargare la maggioranza entro un paio di settimane o il governo non andrà avanti.

Il difficile secondo tempo della crisi

Dopo una probabilissima reazione positiva dei mercati, con lo spread a comprimersi in area 100 punti base e i rendimenti a 10 anni a tendere allo 0,50%, il nervosismo si farà sentire nelle prossime sedute, particolarmente a partire dalla prossima settimana. Dei 156 senatori che ieri hanno votato la fiducia, 3 sono quelli a vita, che si presentano raramente in Aula e, pertanto, non vanno considerati una garanzia durante le votazioni. Altri 2 provengono dalle file di Forza Italia, partito da cui sono stati immediatamente espulsi. E’ vero che tra i 16 “renziani” vi sarebbero diversi esponenti che, messi alle strette, appoggerebbero l’esecutivo, anziché mandarlo a casa, ma di fatto i numeri parlano chiaro e ci raccontano di una maggioranza certa solamente in tre commissioni e di un’Aula in balia degli apporti esterni al perimetro del centro-sinistra. Troppo poco per ipotizzare di dare attuazione al Recovery Plan, di gestire la pandemia e affrontare la crisi economica spaventosa in corso.

Per questo, a nostro avviso lo spread si terrà tra una forchetta dei 105-120 punti base e il rendimento del BTp a 10 anni si collocherà tra lo 0,50% e lo 0,60%. Sul trend inciderà anche il board di domani della BCE, che dovrebbe mantenere un linguaggio “ultra-dovish”, date le elevate incertezze sulla direzione che assumerà l’economia nell’Eurozona in questi primi mesi dell’anno. Le tensioni sui mercati finanziari non sono affatto finite ieri, anzi gli investitori impareranno sulla loro pelle che è appena iniziato il secondo tempo di un film, in cui il protagonista principale rischia di uscire di scena.

Quanto ci costa il teatrino della crisi di governo tra Conte e Renzi? La risposta arriva dai BTp

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