BTP ad alta volatilità estiva: tante questioni in sospeso per settembre

Non sono attese grandi novità sul capital key dal board della BCE in agenda il prossimo 21 luglio e per i titoli di stato italiani non è un bene

di Enzo Lecci, pubblicato il
Non sono attese grandi novità sul capital key dal board della BCE in agenda il prossimo 21 luglio e per i titoli di stato italiani non è un bene

Tempi molto incerti attendono i titoli di stato italiani. Su un quadro già fortemente improntato alla volatilità, infatti, si sono innestati nuovi elementi che altro non hanno fatto che aumentare ulteriormente l’instabilità. Il riferimento è chiaramente alla Brexit ma anche al fallito colpo di stato in Turchia e alla crisi delle banche italiane.

Secondo Alberto Biolzi, responsabile advisory di Cassa Lombarda, proprio i bond italiani, in virtù di una sommatoria tra fattori di instabilità, sono quelli più esposti alla volatilità. La durata di questo periodo molto fluido potrebbe non essere affatto limitata. Lo stesso Biolzi, infatti, afferma che il rischio che per tutta l’estate proprio i Btp possano essere i più esposti alla volatilità è molto alto. Alla base della fluidità dei titoli di stato italiani ci sarebbero, oltre alle già citate cause, anche il clima di attesa per il referendum istituzionale di autunno con il governo Renzi che si gioca praticamente tutto e la revisione del rating sovrano dell’Italia. Ma non si tratta solo di questo.

Se la BCE resta ferma, i titoli italiani avranno un’estate ad alta volatilità

Secondo l’analista, infatti, la volatilità è destinata a crescere ulteriormente se le decisioni della Banca Centrale Europea dovessero essere rimandate a settembre. Allo stato attuale dei fatti, le possibilità che l’EuroTower intervenga sono molto scarse. Il fatto che la Bank of England, nonostante la Brexit, abbia preferito schierarsi sulla linea dell’attendismo, lascia intendere che anche la banca guidata da Draghi possa prendere tempo e muoversi solo dopo che la BoE avrà fatto le sue prime scelte. A far propendere per uno scenario simile è anche il fatto che, sempre per il mese di settembre, sono in uscita le previsioni aggiornate sull’andamento dell’economia. Insomma, in base agli elementi disponibili, tutto lascia pensare che l’estate sarà attendista e anche a subire le conseguenze di questa inevitabile linea saranno i titoli di stato italiani.

Capital key in primo piano

Secondo Alberto Biolzi, infatti, se la BCE nel board del prossimo 21 luglio, non dovesse “optare per l’abbandono del criterio del “capital key” nell’acquisto de titoli di Stato, i Btp potrebbero soffrirne, in quanto tra i maggiori beneficiari di tale aspettativa“. Il mercato quindi vuole capire se ci sono i margini o meno per un cambiamento o meno delle regole sul Quantitative easing che, tra gli altri punti, stabiliscono che è possibile acquistare titoli di stato in proporzione alla quota azionaria Bce detenuta dal singolo Paese.

A parlare di un cambio di rotta e quindi di un superamento del capital key era stata Bloomberg che, in un articolo dello scorso 1 luglio, aveva fatto riferimento alla scarsa disponibilità di titoli di Stato tedeschi determinata dalla pioggia di acquisti successiva alla Brexit. Bloomberg aveva citato come fonti dei consiglieri della Bce ma poi era stato lo stesso EuroTower a smentire tutto riportando la palla al centro da dove non si dovrebbe più muovere fino al board di settembre (al netto di sorprese nella riunione nel mese di agosto).

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Titoli di Stato Italiani, Btp

I commenti sono chiusi.