Btp a 7 anni in collocamento questa settimana: quale sarà il rendimento?

Il Tesoro ha affidato a un pool di banche internazionali il lancio di un titolo di stato con scadenza 2021 e rendimento intorno al 3,80%. Il FMI, intanto, dice che il Pil dell’Italia scenderà del 1,8% quest’anno

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Il Tesoro ha affidato a un pool di banche internazionali il lancio di un titolo di stato con scadenza 2021 e rendimento intorno al 3,80%. Il FMI, intanto, dice che il Pil dell’Italia scenderà del 1,8% quest’anno

Con lo spread btp bund sui minimi dell’anno a 245 punti base, il Ministero dell’Economia e delle Finanze tenta di piazzare un BTP a 7 anni. Complice anche la debolezza del Bund tedesco che sta orientando gli investitori internazionali verso nuovi lidi, alla ricerca di rendimenti più interessanti, fra cui l’Italia. Il Tesoro ha comunicato oggi di aver affidato il mandato per il collocamento di un nuovo Btp a 7 anni a Crédit Agricole, Credit Suisse Securities (Europe), HSBC France e Unicredit Spa. Il Tesoro precisa che “la transazione sarà effettuata nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato”, ma non è escluso che ciò possa avvenire già questa settimana. Un’emissione nei prossimi giorni, prima di venerdì, quando è in agenda un collocamento a medio lungo i cui dettagli saranno annunciati oggi a mercati chiusi.  [fumettoforumright]Che l’emissione avrà luogo in settimana lo confermano anche fonti più vicine all’operazione, una delle quali dice anche che “la cosa più probabile è che sia domani”. Quanto all’importo, le attese non sono di un ammontare molto elevato, attorno ai 4 miliardi – secondo indiscrezioni di borsa – ma potrebbe anche essere qualcosa in meno, mentre la scadenza attesa è quella in cui sul tratto 2021 c’è più spazio, cioè maggio o giugno. Per quanto riguarda il tasso, il nuovo Btp a 7 anni avrà un rendimento compreso tra i 10 e i 12 punti base sopra il rendimento del Btp 3,75% marzo 2021 attualmente circolante sul mercato che scambia con un rendimento lordo del 3,69%.

 

Pil Italia -1,8% quest’anno e pressione fiscale al 43,8%

 

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Intanto sul fronte macroeconomico vi sono da segnalare alcune importanti revisioni delle stime forumalte dal Fondo Monetario Internazionale.

Il Prodotto interno lordo dell’Italia si contrarrà quest’anno dell’1,8%, dopo il -2,4% del 2012, per poi tornare a crescere nel 2014, quando segnerà un +0,7%. Il tasso di disoccupazione sarà pari nel 2013 al 12,5% e nel 2014 al 12,4%, in linea con la media dell’area euro (12,3% nel 2013 e nel 12,2% nel 2014). Per l’Eurozona, il Fondo indica invece la necessità di “più allentamento monetario”, incluso un ulteriore taglio dei tassi di interesse.  Sul fronte interno, invece, è l’Istat a snocciolare dati importanti. Il rapporto deficit/Pil nel primo semestre del 2013 è sceso al 4,1% rispetto al 4,4% dello stesso periodo del 2012 e al 7,3% del primo trimestre. In aumento la pressione fiscale. Secondo l’Istat,nel secondo trimestre dell’anno si è attestata al 43,8%. Un rialzo di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Nei primi due trimestri, il dato cumulato è al 41,5% (40,6% nel 2012). L’Istat segnala anche il crollo del potere d’acquisto delle famiglie italiane: nei primi 6 mesi dell’anno la flessione è dell’1,7% sullo stesso periodo del 2012.

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