Btp a 30 anni: raccolti 6,5 miliardi di euro

Il Tesoro inizia a rifinanziare il debito allungando le scadenze e approfittando dei tassi bassi. Nuovo record per il Bund tedesco (0,44%), mentre in Svizzera il franco sale del 16%

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il Tesoro inizia a rifinanziare il debito allungando le scadenze e approfittando dei tassi bassi. Nuovo record per il Bund tedesco (0,44%), mentre in Svizzera il franco sale del 16%

Si intensifica l’attenzione degli investitori sui titoli di stato europei. Il 22 gennaio la Bce potrebbe annunciare l’avvio di un massiccio acquisto di titoli di stato nell’area euro e questo spinge ad acquistare bond governativi, soprattutto dei paesi periferici, compresi quelli greci che sul tratto a 10 anni sono tornati in are 9% di rendimento. Mentre il Bund aggiorna i record andando a sfiorare lo 0,44% di rendimento sulla scadenza 2025.     Tesoro colloca 6,5 miliardi di Btp 2046 3,25%     Giornata speciale anche per i titoli di stato italiani. Il Tesoro ha raccolto oltre 13 miliardi di euro per il nuovo benchmark, con scadenza settembre 2046, con un rendimento sceso a 6 punti base sopra quello del vecchio trentennale di riferimento, il Btp settembre 2044. Il nuovo 30 anni – scadenza 1 settembre 2046 e cedola al 3,25% (IT0005083057 ) – è stato prezzato a reoffer 99,707, per un rendimento a scadenza del 3,291%, riferiscono i lead manager dell’operazione (Unicredit, Citi, Hsbc, Jp Morgan e Societe Generale). Si tratta del tasso più basso mai pagato dal Tesoro italiano su questa scadenza. L’ultima emissione a 30 anni del Tesoro risale all’asta dello scorso ottobre, quando il Btp settembre 2044 fu collocato al rendimento del 3,66%, corrispondente in quel momento ad un minimo storico.     Btp 2046 a ruba, i commenti a caldo     Il Tesoro approfitta, quindi, dei tassi bassi per posizionarsi su una parte della curva dove il premio è piu alto sperando di attirare investitori a caccia di rendimento, osservano gli analisti. “In generale l’obbligazionario periferico continua ad  aspettarsi l’intervento della Bce in termini di quantitative easing al meeting del prossimo 22 gennaio. In questo senso si può leggere anche la decisione della Banca centrale svizzera di stamane: il taglio dei tassi avvalora l’ipotesi di un intervento Bce in termini di QE a breve. L’istituto centrale elvetico ha anticipato la manovra di Francoforte per evitare di farsi trovare impreparato, spingendosi verso toni accomodanti. Intanto in tarda mattinata, il differenziale di rendimento tra benchmark tedeschi e italiani sul tratto a 10 anni scambia a 133 punti base (dai 131 della precedente chiusura) e, in parallelo, in tasso del 10 anni si attesta a 1,738% (da 1,736% del finale di seduta di ieri quando ha toccato un nuovo minimo storico a 1,711%). Sul fronte del primario attiva la Spagna che in mattinata ha collocato 4,677 miliardi di euro in titoli in scadenza nel 2017, nel 2020 e nel 2022, con tassi in calo.     Bund tedesco tocca nuovi minimi   [fumettoforumright]Il rendimento del Bund decennale ha aggiornato nuovamente il minimo storico allo 0,402%, chiudendo allo 0,413% dopo che gli ultimi dati hanno confermato la solidità dell’economia tedesca. L’Ufficio di statistica nazionale ha infatti reso noto che nell’intero 2014 il Pil della Germania è cresciuto dell’1,5%, il che implica un’espansione intorno allo 0,3% t/t nel trimestre finale. Inoltre, Berlino ha messo a segno un surplus fiscale dello 0,4% del Pil nel 2014, ottenendo così il record di tre anni consecutivi di surplus. Con oggi la Germania può quasi archiviare “un anno molto speciale”, durante il quale l’economia ha dimostrato di essere sensibile alle condizioni climatiche e alle tempistiche delle vacanze, osserva Carsten Brzeski, economista di Ing. “In particolare però, va notato che il Paese è stato colpito dal conflitto geopolitico” in Ucraina “e dalla continua debolezza di altri Stati dell’Eurozona”. Detto questo, la disoccupazione è rimasta bassa, l’occupazione ha raggiunto nuovi record e i consumi privati si sono dimostrati “un importante driver di crescita”, conclude Brzeski.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Btp