Tassi Btp 3 anni a zero dopo asta. In rialzo quelli sui titoli di stato più lunghi

Assegnati dal Tesoro in asta 7,5 miliardi di Btp a diverse scadenze. Rendimenti in rialzo solo sulle scadenze lunghe

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Assegnati dal Tesoro in asta 7,5 miliardi di Btp a diverse scadenze. Rendimenti in rialzo solo sulle scadenze lunghe

Tendono a scendere i rendimenti dei Btp a breve scadenza, mentre i tassi di quelli lunghi salgono. Questo è il quadro tecnico che ne è uscito dopo l’asta del Tesoro indetta stamani per l’assegnazione di titoli di stato per oltre 7,45 miliardi di euro su quattro serie di Btp. Dopo l’assegnazione di Bot annuali che indicavano un rialzo dei prezzi, anche i Btp hanno fatto registrare rendimenti più bassi sulla scadenza triennale, tendenti a zero, rispetto alle precedenti offerte. Nel dettaglio  il Tesoro ha collocato 2,25 miliardi di Btp a 3 anni (IT0005177271) al 0,04%, in calo rispetto a 0,05% della precedente emissione, ma sostanzialmente vicino allo zero. Rendimenti che iniziano a salire leggermente man mano che si guarda alle scadenze più lunghe, come per il Btp a sette anni (IT0005172322), venduto per 2,72 miliardi di euro con un rendimento del 0,87% (0,82% nella precedente asta). Venduti, infine, anche Btp con scadenza 2030 (IT0005024234) per 1  miliardo di euro con un rendimento del 1,90% (1,71% in precedenza) e Btp con scadenza 2032 (IT0005094088), per 1,5 miliardi, con rendimento 1,99% (1,84% in precedenza). Sul secondario, il rendimento del Btp a 10 anni si attesta a 1,46% e lo spread con l’analoga scadenza del Bund è di 135 punti base.  

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  Per quanto riguarda il titolo a 3 anni, cio’ che salta all’occhio e’ che il Btp “ha strappato un rendimento in calo”, afferma uno strategist interpellato da MF-DowJones, puntualizzando che, sebbene si tratti di un solo punto base, “e’ pur sempre in calo”. Nel breve, gli operatori “hanno prezzato rendimenti in ribasso”, dal momento che “il mercato e’ stato influenzato dalle aspettative sull’inflazione” che potrebbe anche andare in negativo, spiega lo strategist. La massiccia richiesta degli operatori sulla parte lunga, invece, precisa l’esperto, sembra essere motivata, da un lato “dalla ripresa dei prezzi del petrolio”, dall’altro “da un mercato che appare affollato” viste le numerose aste negli ultimi giorni. Sui titoli a 7 anni, infine, “non c’e’ stato un pieno disfacimento da parte del Tesoro italiano”, che ha cosi’ evitato di far innalzare troppo i rendimenti, conclude lo strategist.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Btp

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