Btp a 10 anni sotto il 4%, non accadeva dal 2010

Spread sotto i 280 punti sulla fiducia nella formazione di un governo di larghe intese. Ma a spingere gli investitori verso l'Italia sono anche i rendimenti allettanti dei titoli di stato in vista di un prossimo taglio degli interessi della Bce

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Spread sotto i 280 punti sulla fiducia nella formazione di un governo di larghe intese. Ma a spingere gli investitori verso l'Italia sono anche i rendimenti allettanti dei titoli di stato in vista di un prossimo taglio degli interessi della Bce
Il rendimento del Btp a 10 anni è considerato un utile riferimento per valutare le prospettive del Paese

Non accadeva dal lontano novembre 2010. Allora la crisi finanziaria aveva travolto il sistema bancario americano e, in Europa, stava per colpire l’Irlanda e la Grecia, come una tromba d’aria che ha fatto il giro dei paesi europei periferici indebitati senza risparmiare nessuno. Oggi, a distanza di due anni e mezzo, i rendimenti dei titoli di stato italiani, bastonati un po’ troppo ingiustamente dalle agenzie di rating, sono tornati sui livelli pre-crisi facendo ben sperare per la tenuta delle finanze italiane e per una prossima ripresa economica. Del resto, le borse si muovono sempre in anticipo.

 

Il Btp 4.50% 2023 viene scambiato a 104 e rende meno del 4% a scadenza

Il rendimento del titolo di stato decennale italiano, il  Btp 4,50% scadenza maggio 2023 (IT0004898034), quello più importante e che gli esperti utilizzano come termometro indicatore dello stato di salute delle nostre finanze, è tornato sotto la soglia di rendimento del 4% a fronte di un prezzo di trattazione sul Mot di oltre 104. Conseguentemente è sceso anche il differenziale di rendimento (spread) con gli analoghi titoli di stato tedeschi che rendono l’1,19%, portatosi a 278 punti base. Tutto merito dell’Italia o c’è dell’altro. Secondo gli analisti, lo sblocco dello stallo politico con la rielezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica ha dato un notevole impulso, ma l’ascesa dei prezzi dei titoli di stato non può essere spiegata solo con ragioni politiche. Sul mercato, infatti, si è tornato a speculare su un possibile taglio del costo del denaro da parte della Bce alla luce dei deboli riscontri arrivati dal Pmi manifatturiero tedesco, sceso ad aprile a 50,5 punti.

E – come osservano gli analisti – la settimana scorsa il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha aperto alla possibilità di un taglio dei tassi in presenza di un peggioramento del quadro macro.

 

Tassi Bce: mercato scommette su un taglio spread btp bund

Il mercato sta quindi anticipando uno scenario di tassi d’interesse a zero per cui gli investitori si stanno posizionando su quei titoli di stato europei che al momento devono ancora ridurre il gap di rendimento con i bund tedeschi. Fra questi, ci sono principalmente i Btp italiani e i Bonos spagnoli (4,30% di rendimento), dato che gli Oat francesi sono ormai prossimi all’1,70% e non pagano nemmeno l’inflazione media europea. Non solo, il rallentamento della locomotiva tedesca – osserva Lucas Weindel di Erste Bank – sta spingendo fondi di investimento e compagnie di assicurazione a ricalibrare i loro portafogli nel tentativo di offrire alla propria clientela dei ritorni sugli investimenti quanto meno per compensare la perdita di potere d’acquisto nell’area euro.

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