BTp 50 anni, ordini per 17 miliardi contro 3 offerti: successo oltre ogni aspettativa

La quarta tranche del BTp 2067 è stata un grande successo oggi. Ordini per oltre 5,5 volte l'offerta disponibile. Il mercato guarda all'Italia, essendo a caccia di rendimento.

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La quarta tranche del BTp 2067 è stata un grande successo oggi. Ordini per oltre 5,5 volte l'offerta disponibile. Il mercato guarda all'Italia, essendo a caccia di rendimento.

Successo eclatante per il collocamento sindacato della quarta tranche del BTp marzo 2067, cedola 2,80%. Il Tesoro aveva comunicato solo ieri l’affidamento a Unicredit, Goldman Sachs e Citigroup per reperire capitali per la scadenza a 50 anni. E nel primo pomeriggio è arrivato l’esito dell’operazione, che ha attirato ordini per 17 miliardi di euro, a fronte dei soli 3 offerti. Dunque, il BTp a 50 anni è stato sottoscritto per oltre 5 volte e mezzo il quantitativo collocato sul mercato, battendo un successo insperato fino a qualche settimana fa.

Anzi, era dal gennaio 2018 che non venivano più offerte nuove tranche di questo bond.

BTp 2067, oggi collocamento sindacato: ecco perché il titolo fa gola al mercato

Il Tesoro ha approfittato evidentemente del crollo dei rendimenti italiani di queste settimane. E grazie all’altissima domanda, il rendimento è stato rivisto al ribasso rispetto alla “guidance” iniziale e a soli 11 punti base (0,11%) in più del trentennale, che oggi offriva il 2,76%. In altri termini, il BTp 2067 sarebbe stato emesso al rendimento in area 2,87%, in linea con la quotazione odierna sul secondario. E nel primo pomeriggio il titolo saliva a 99,63, avvicinandosi alla parità, ponendosi sopra i livelli di prezzo del primo collocamento nell’ottobre 2016, guadagnando quasi mezzo punto percentuale rispetto alla chiusura di ieri.

Mercato ha fame di rendimento

Il successo dell’emissione conferma la fame di rendimento in tutto il mondo, con gli investitori istituzionali ad essere tornati a guardare all’Italia dopo l’allentamento delle tensioni con la Commissione europea sui conti pubblici e anche per effetto della politica monetaria della BCE, attesa ancora più accomodante di oggi per il prossimo futuro. Del resto, il fenomeno non è tipico della sola Italia. I corporate bond negli USA hanno visto stringere i rendimenti offerti dagli “junk” rispetto agli “investment grade” ai minimi da 12 anni, cioè a prima che scoppiasse l’ultima crisi finanziaria.

Mediamente, un’obbligazione in dollari con rating “BBB” offre il 3,59%, solo l’1,30% in meno di una con rating “spazzatura”. E’ il segno che la caccia al rendimento stia stringendo gli spread, beneficiando i titoli di qualità medio-bassa, peraltro gli unici a risultare esenti dai rendimenti negativi e che continuano a offrire rendimenti superiori all’inflazione, almeno per le scadenze medio-lunghe.

Si consideri, ad esempio, che il decennale della Grecia offre in queste ultime sedute la media del 2,10%, praticamente quanto un Treasury di pari durata. Pur al netto dell’effetto cambio, trattasi con ogni evidenza di un dato clamoroso, tenuto conto che si tratti di un bond “spazzatura” e già oggetto di ristrutturazione nel non lontano 2012.

BTp 2067: contratti triplicati e la quotazione s’impenna 

Il successo del BTp 2067 potrebbe indurre il Tesoro a spostarsi sulle scadenze ultra-lunghe nei prossimi mesi, segnalando un ulteriore consolidamento del debito pubblico italiani rispetto ai poco meno dei 7 anni di vita residua media attuale, compatibilmente con i margini di manovra offerti dai conti pubblici, risultando di primaria importanza per il governo mettere in cassa i maggiori risparmi possibili riguardo alla spesa per interessi, così da liberare risorse per la legge di Stabilità 2020 e per tenere il deficit di quest’anno sotto controllo, entro il limite del 2% concordato con la Commissione.

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