BTp 2072 al massimo storico: guadagno del 5% netto in un mese per l’obbligazionista

Il bond a 50 anni del Tesoro si è apprezzato ai massimi dalla sua emissione di aprile ed è sceso a un rendimento del 2%.

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BTp 2072 con le ali

E’ un buon momento per i titoli di stato italiani, come segnala la discesa dello spread ai 103,5 punti di questa mattina. Le buone notizie sul fronte della crescita economica italiana hanno rinvigorito il sentiment sul nostro mercato, malgrado i timori per la recrudescenza della pandemia in Europa. A giovarsene sono un po’ tutti i bond, specie quelli più longevi. Il BTp 2072 ne dà la prova. Il nuovo bond a 50 anni del Tesoro è stato emesso nell’aprile scorso e offre cedola fissa del 2,15% (ISIN: IT0005441883). Adesso, viaggia a una quotazione in area 104. Solamente un mese fa, stava ben sotto la pari, a 98,50.

Nell’arco di appena 30 giorni, quindi, questo titolo si è apprezzato del 5,5%. Considerando anche la cedola maturata nel periodo sarebbe stata dello 0,18% rispetto all’esborso effettivo, possiamo affermare che il BTp 2072 ci avrebbe reso un guadagno netto del 5%, detratta l’aliquota del 12% su plusvalenza e rateo della cedola.

BTp 2072 trainato dalla caccia al rendimento

Un bell’affare per l’obbligazionista. Certo, chi volesse acquistare oggi il bond, dovrebbe accontentarsi di un rendimento minore: 2% lordo contro il 2,22% di un mese fa. Al netto, fa l’1,75%. Ad ogni modo, esso non riuscirebbe a coprire l’inflazione e l’imposta di bollo gravante sul conto titoli. Per il momento, ci si potrebbe accontentare, specie guardando a cosa vi sia in giro. Ma in una prospettiva di medio e lungo periodo, un rendimento così basso non sarebbe soddisfacente affatto.

Il rialzo della quotazione del BTp 2072 è sintomatico non solo delle buone notizie sul fronte macro in Italia, ma anche e, in una certa misura, soprattutto per via dell’appetibilità riscoperta dagli investitori verso i “safe asset”.

Basta guardare ai rendimenti americani, scesi ai minimi da inizio anno. In questi giorni, poi, la curva sovrana tedesca è tornata interamente negativa. Ciò induce il mercato a volgere più attenzione ai titoli di stato più remunerativi come i nostri. E tra BCE accomodante ancora a lungo e ripresa robusta del PIL italiano, il rischio sovrano percepito si abbassa.

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