Btp 2041, un successo oltre le attese, domanda per oltre 84 miliardi

Perché vanno a ruba i nuovi Btp 2041 collocati via sindacato. Rendimento poco superiore al 1,8% e domanda otto volte superiore alla richiesta.

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Perché vanno a ruba i nuovi Btp 2041 collocati via sindacato. Rendimento poco superiore al 1,8% e domanda otto volte superiore alla richiesta.

Successo inaspettato per il collocamento del Btp 2041. Il nuovo titolo di stato a vent’anni, collocato via sindacato, piace agli investitori internazionali, nonostante l’economia italiana sia in difficoltà e il debito pubblico alle stelle.

Nel dettaglio, il Tesoro ha collocato via sindacato 10 miliardi di euro di Btp 2041 a vent’anni con una domanda monstre che ha superato quota 84 miliardi di euro, compresi 7 miliardi di euro di richieste da parte dei lead manager dell’operazione. Il titolo, che ha una cedola fissa annua dell’1,8%, è stato prezzato a 99,765, il che implica un rendimento reale dell’1,822%. I lead manager dell’operazione sono stati Credit Agricole, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Intesa Sanpaolo e Jp Morgan Securities.

Domanda record per il nuovo Btp 2041 con cedola 1,8%

Dopo l’operazione del nuovo Btp 2041, l’Italia potrebbe adesso lanciare ulteriori titoli di stato benchmark da qui a fine anno, affermano da UniCredit.

“Ci aspettiamo ancora un nuovo Btp Italia e, con minore probabilitá, un altro nuovo benchmark a lunghissima scadenza, che potrebbe essere un nuovo trentennale indicizzato all’inflazione, o un nuovo Btp a tasso fisso all’estremitá extra-lunga della curva”.

Nel frattempo, il tasso di finanziamento del Bund decennale è in calo a -0,47%. L’arrivo di nuova carta italiana sul mercato ha portato lo spread in lieve allargamento a 153,848 punti base.

Tassi in ribasso, occhi puntati sulla Bce

Il prossimo driver per il mercato sarà rappresentato dalla prossima riunione di politica monetaria della Bce, giovedì. Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA Sgr ritiene che

il messaggio della Bce sarà chiaramente dovish, in virtú degli ultimi numeri di inflazione e del recente apprezzamento dell’euro. La presentazione di Philip Lane a Jackson Hole e i suoi recenti commenti vanno esattamente in questa direzione. Ricordiamo anche che la Bce prevede che l’inflazione core rimanga addirittura sotto l’1% nei prossimi anni“.

Per l’esperto quindi sembra lecito attendersi ulteriori mosse da parte della Bce nei prossimi mesi. Sul tavolo tra le opzioni principali ci sono l’ampliamento del QE, ulteriori rilassamenti dei termini del Tltro-III, forward guidance, cambio del tiering multiplier o riduzioni dei tassi in territorio ancor più negativo. Non è da escludere un annuncio già questa settimana, anche se per il momento si ritiene che giovedì la Bce si limiterà a una sorta di verbal intervention, riservandosi di intervenire con più decisione nei meeting futuri qualora l’euro continuasse ad apprezzarsi.

Fiducia nell’Italia

Ma perché gli investitori si sono accalcati per sottoscrivere i nuovi titoli di stato italiani nonostante le difficoltà del nostro Paese? Secondo gli esperti, benché il debito pubblico italiano abbia segnato nuovi record, vi è la convinzione che il governo sarà in grado di attuare le riforme fiscali e del sistema pensionistico il prossimo anno.

L’Italia sarebbe quindi in grado, grazie anche agli aiuti del Recovery Fund, di sostenere il debito pubblico riducendone il peso nel tempo. Anche le agenzie di rating al momento sono in attesa di conoscere la prossima manovra di bilancio per dare i loro giudizi e sembra che non abbiano intenzione di rivedere il rating dell’Italia. Resta, però, sempre doveroso non abbassare la guardia.

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