Btp 15 anni: il Tesoro ci riprova, buona la prima

Dopo 28 mesi di assenza, il Ministero dell'Economia torna a emettere titoli lunghi. L’operazione permette di allungare il debito, ma non di tagliarlo. Lo Stato continua a spendere più di quello che incassa dalle tasse

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Dopo 28 mesi di assenza, il Ministero dell'Economia torna a emettere titoli lunghi. L’operazione permette di allungare il debito, ma non di tagliarlo. Lo Stato continua a spendere più di quello che incassa dalle tasse

Dopo un lungo periodo di digiuno, lo Stato italiano è tornato ad offrire titoli a lunga scadenza. Maria Cannata, direttore del debito pubblico presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze lo aveva preannunciato alla fine del 2012 dicendo che se le condizioni di mercato fossero migliorate, il Tesoro avrebbe riconsiderato l’emissione di titoli a 15 e 30 anni. E così è stato.

 

Btp 15 anni: risultati del collocamento

Il ritorno del clima di fiducia sul mercato dei titoli di stato tricolori e il ritrovato interesse degli investitori stranieri nei confronti dell’Italia ha permesso al Tesoro di collocare ben 6 miliardi di euro su un Btp a 15 anni. Il collocamento, curato da Banca IMI, Barclays, Credit Agricole, Goldman Sachs e JP Morgan, ha visto un prezzo di assegnazione pari a 100,017 che, a fronte di una interesse annuo lordo del 4,75% pagabile con cedole semestrali, vede il rendimento scendere sotto la fatidica soglia del 5%, a 4,80%, ma paga 30 punti base in più del Btp con scadenza a marzo 2026 (vedi grafico sotto).

 

Già collocato il 10% del debito da rifinanziare per il 2013

 

btp2026

La domanda degli operatori, soprattutto esteri, è stata di circa 11 miliardi di euro, quasi il doppio, e porta i titoli collocati in questo primo scorcio d’anno a circa 40 miliardi di euro, poco sotto il 10% dell’importo atteso per l’intero 2013. Un’operazione che consente al Tesoro di fare front-loading per il 2013 – commenta Giansanti, strategist di Ing. – e Il fatto che abbia ricevuto tanti ordini, dopo che per mesi non si vedeva domanda dagli investitori per questo tratto di curva, fa ben sperare per l’appetito della carta italiana in futuro. L’ultima emissione di un nuovo titolo su questa scadenza, a settembre 2010, aveva visto un primo collocamento per 6 miliardi contro una domanda di oltre 10 miliardi ed aveva registrato un premio di 10 punti base sopra il rendimento del Btp 2025, precedente benchmark.

Molti osservatori vedono il timing di questo lancio quanto mai opportuno. L’emissione di un nuovo 15 anni benchmark rappresenta un segnale molto positivo in termini di una normalizzazione dei mercati finanziari e – come sostengono gli operatori di Unciredit -aiuterà il Tesoro a raggiungere uno dei suoi principali obiettivi per il 2013: la riduzione della vita media del debito. La decisione di un’emissione lunga va infatti nella direzione dell’allungamento della vita medio del debito italiano che ora è attorno a 6,5 anni.

 

Tesoro: a novembre fabbisogno a 4,25 miliardi

Intanto, non si sa come, ma lo Stato non riesce a contenere la spesa pubblica contribuendo a far salire in maniera inesorabile il livello del debito pubblico italiano (2.020 miliardi di euro). Secondo quanto comunicato da Tesoro, infatti, il fabbisogno statale a novembre si è attestato a 4,258 mld, risultato che scaturisce dalla differenza fra le entrate, che sono state 40,333 mld, e le spese che sono state 44,591 mld (di cui 7,886 mld per interessi). Insomma, nonostante i sacrifici chiesti ai contribuenti, lo stato italiano continua a spendere più di quello che incassa preoccupandosi – come riporta una nota del Ministero dell’Economia – di proseguire nella riduzione delle auto blu durante il 2013. Mentre continuano gli sprechi di denaro nella pubblica amministrazione e la spending review di Enrico Bondi è stato solo uno specchietto per le allodole.

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