BTp 10 anni verso l’1%, forti guadagni dopo la sconfitta di Salvini in Emilia-Romagna

Rendimenti italiani in picchiata dopo che le elezioni regionali in Emilia-Romagna hanno assegnato la vittoria al PD. Balzo delle quotazioni dei BTp, con le lunghe scadenze a guadagnare anche più del 3%.

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Rendimenti italiani in picchiata dopo che le elezioni regionali in Emilia-Romagna hanno assegnato la vittoria al PD. Balzo delle quotazioni dei BTp, con le lunghe scadenze a guadagnare anche più del 3%.

L’assalto della Lega al governo Conte non è riuscito, almeno non sul fronte dell’Emilia-Romagna, dove il PD ha mantenuto saldo il controllo dell’amministrazione regionale. E i BTp si scaldano nella mattinata di oggi sull’ottimismo degli investitori per la tenuta del governo Conte, considerata molto dubbia nelle scorse settimane. Il bond a 10 anni offre un rendimento dell’1,05% poco dopo l’apertura delle contrattazioni, in forte calo dall’1,23% della chiusura di venerdì. Sulle scadenze più lunghe, risultati ancora più eclatanti: il ventennale scende da 1,92% a 1,74%, il trentennale da 2,30% a 2,13% e, infine, il BTp 2067 rende il 2,35% contro il 2,515% della seduta precedente.

In termini di prezzo, il BTp aprile 2030 guadagna l’1,6%; il BTp settembre 2039 sale del 2,3%, il BTp settembre 2049 del 3,1% e il BTp 2067 del 3,6%. Grosse variazioni in una sola seduta. E molto bene sta facendo anche il BTp settembre 2050, negoziato sul mercato da pochi giorni e che risulta il secondo bond sovrano più longevo in Italia. Stamattina, mette a segno un altro +3,3%, portando a +7,4% i guadagni dal collocamento di due settimane fa e trattando al momento a un rendimento in area 2,10%, giù dal 2,50% iniziale.

BTp 2050, forte rialzo in pochi giorni e il rendimento scende sotto il 2,30%

Lo spread BTp-Bund a 10 anni è sceso anch’esso. Dai 156 punti di venerdì, siamo sotto i 140 odierni. Anzi, nella prima mattinata viaggiava a meno di 139 bp, ai minimi da circa 3 mesi e mezzo. Evidentemente, le scommesse rialziste in questa fase sono sostenute dall’apparente allentamento delle tensioni politiche a Roma, consentendo al mercato di capitalizzare le buone notizie di queste ultime settimane, con il dossier USA-Iran divenuto meno caldo di quanto temuto, la Brexit a realizzarsi questo venerdì senza terremoti, la “Phase One” dell’accordo commerciale USA-Cina siglata a metà gennaio e che allontana lo spettro di un’escalation dei dazi, un’economia europea sufficientemente resiliente agli shock e quella americana ancora solida dopo 11 anni di crescita incessante.

Rally BTp duraturo?

Dobbiamo considerarli guadagni acquisiti? Leggendo la curva, verrebbe da dire che i titoli di stato italiani restino nettamente deprezzati anche dopo il balzo di questa mattina. Il decennale spagnolo rende appena lo 0,30%, meno di un terzo del nostro omologo BTp. Sui 30 anni, i Bonos non vanno oltre l’1,20%. I margini di crescita ci sarebbero tutti, se non fosse che il mercato rischia di cadere nello stesso errore di valutazione di fine agosto scorso, quando accentuò il rally in corso già da tre mesi, facendo scivolare i rendimenti italiani ai minimi storici in molti casi, pur in linea con il trend globale. Anche allora, la molla che fece scattare gli acquisti fu la formazione del governo giallo-rosso, che evitò per un soffio elezioni anticipate e la molto probabile vittoria del centro-destra.

Ma le tensioni politiche di questi mesi all’interno della composita maggioranza di governo non autorizzano a facili entusiasmi. Le divisioni tra PD, Movimento 5 Stelle e Italia Viva restano intatte e il tracollo elettorale dei grillini creerà con ogni probabilità scompiglio in Parlamento, mentre l’ex premier Matteo Renzi non sarà certamente spettatore e farà di tutto per ritagliarsi uno spazio politico più evidente ai danni degli alleati. Certo, rispetto a ieri l’ipotesi di elezioni anticipate in primavera appare oggettivamente più remota, ma se non per una spallata dall’esterno, il governo Conte rischia di cadere per implosione.

BTp 2020: sostegno da stati virtuosi e BCE, ma su spread dubbi

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