Btp a 10 anni a un passo dal minimo storico

Il rendimento del Btp a 10 anni è sceso a 1,06%, nonostante i deludenti dati sulla crescita economica

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il rendimento del Btp a 10 anni è sceso a 1,06%, nonostante i deludenti dati sulla crescita economica

Btp a 10 anni verso il minimo storico. Il rendimento dei titoli di stato è sceso ulteriormente alla vigilia di ferragosto, nonostante il deludente dato sulla crescita economica dell’Italia. L’attività – osserva un trader – è ridotta a causa del clima semifestivo ed è in linea con la carta ‘core’ europea, in una seduta che vede ancora i tassi dei principali titoli europei in prossimità dei minimi storici. I governativi italiani, ricalcando l’andamento di quelli tedeschi e il trend di ieri dei Treasuries, risentono inoltre del rafforzamento delle prospettive di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed entro l’anno, dopo le dichiarazioni di ieri di un esponente dell’istituto centrale Usa. In un’intervista al Washington Post il presidente della Fed di San Francisco John Williams ha affermato che, considerando il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e la probabile tendenza al rialzo dell’inflazione, la banca centrale Usa dovrebbe alzare i tassi di interesse quest’anno.

Tasso del Btp a 10 anni scende a 1,06%

Ma nonostante la debolezza che caratterizza la seduta odierna, il tasso del Btp a 10 anni in mattinata è sceso fino a 1,06%, non lontano dal minimo storico di 1,04% toccato a metà marzo 2015 in concomitanza con il varo del QE della Bce, e attorno alle 12 vale 1,07%; analogamente lo spread Italia/Germania che a metà mattina è arrivato a toccare 121 punti base, a un soffio dai 120 punti base, minimo dal 23 giugno giorno del referendum sulla Brexit, attorno alle 12 vale 122 pb. Sceso ieri sotto la soglia del 2%, il tasso del 30 anni si è mantenuto invece relativamente lontano dall’1,79%, minimo storico visto anche in questo caso a metà marzo 2015, per poi riportarsi alla stessa ora al 2%. A offrire supporto al secondario troviamo ancora sostanzialmente gli acquisti della banche centrali, con Bce e BoE in testa, ma anche l’assenza di aste praticamente fino alla fine del mese.

Pil Italia non cresce, la ripresa non c’è

“E’ una seduta dai volumi abbastanza sottili in cui vediamo gli acquisti delle banche centrali e l’offerta netta negativa di questo periodo offrire una direzione al mercato. Il mercato sembra invece totalmente scollato dai dati macro con la lettura del Pil italiano del secondo trimestre piuttosto deludente”, sintetizza un trader di una banca italiana. Dai dati provvisori dell’Istat emerge che la crescita italiana è ferma e che il Pil invariato del secondo trimestre, come non accadeva dal 2014, rende difficilissimo il raggiungimento di una crescita dell’1% per l’intero 2016 e riduce i margini di manovra del governo Renzi per i conti pubblici del prossimo anno.  L’analogo indicatore relativo alla Germania ha visto invece una crescita nel periodo a +0,4% su trimestre, oltre le attese. Per la zona euro conferma di rialzo dello 0,3%.

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Argomenti: Btp

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