BTp a 10 anni torna sotto 1%, grazie alle ultime dichiarazioni della BCE

Il rendimento decennale italiano è tornato sotto la soglia dell'1%, mentre lo spread con i titoli tedeschi è un po' rientrato. C'entra Francoforte.

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BTp 10 anni sotto 1%

Ieri, il BTp a 10 anni è sceso a un rendimento minimo di poco inferiore allo 0,92%. Dall’apice toccato soltanto una decina di giorni prima, registra un calo di 20 punti base. In calo anche lo spread, cioè il differenziale di rendimento con i titoli di stato tedeschi: da 123 a 113 punti. Tuttavia, esso resta sopra la soglia psicologica dei 100 punti sin da inizio aprile.

Il BTp a 10 anni offre così un rendimento reale negativo di circa lo 0,20%. L’ultimo dato disponibile sull’inflazione italiana risale al mese di aprile, quando si attestava all’1,10%. Nei giorni scorsi, questa scadenza risultava l’unica tra i grandi stati europei ad offrire rendimenti reali sopra lo zero. Il distacco con i Bonos della Spagna, ad ogni modo, rimane nei pressi dei 50 punti.

A cosa è dovuto il miglioramento di questi ultimi giorni? Senz’altro, stanno influendo positivamente alcune dichiarazioni arrivate dalla BCE. Da alcune settimane, il mercato specula circa la possibilità che gli acquisti di bond con il PEPP siano rallentati con la risalita dell’inflazione e la ripresa in corso dell’economia. Da Francoforte, si sono levate diverse voci per smentire seccamente che ciò possa accadere già al prossimo board del 10 giugno. Tra queste, quella del governatore Christine Lagarde.

E ieri è arrivata una dichiarazione pesante in tal senso. Il governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau, non solo ha bollato come “speculazioni” le voci di una riduzione degli acquisti con il PEPP; egli ha approfittato del dibattito per spiegare che “questi strumenti sono qui per restare” ben oltre il board di giugno e persino il Covid. Il recupero del BTp a 10 anni va letto proprio in virtù di tali esternazioni, che offrono il senso di una BCE accomodante ancora a lungo.

Secondo il francese, l’istituto avrà “molto tempo per preparare l’uscita dal PEPP”. Fino alla fine del programma, ad oggi fissata al 31 marzo 2022, gli acquisti di bond saranno stabiliti liberamente, ha aggiunto. La contrazione dello spread conferma quanto la percezione del rischio sovrano italiano sia strettamente connessa al grado di accomodamento monetario della BCE. Solo una politica monetaria di sostegno ai BTp ne affievolirebbe le probabilità di default e ristrutturazione. Da qui, il calo del rendimento per il BTp a 10 anni, termometro dell’appetibilità del nostro debito a lungo termine.

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