Brindato troppo presto alla fine del Covid? Bond Carnival forse poco generoso

La compagnia di crociere ha emesso con successo nuove obbligazioni in dollari ed euro, stavolta non garantite dalla flotta.

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Bond Carnival 2026, cedola 7,625%

C’è ottimismo sul vaccino contro il Covid. I mercati finanziari stanno scontando una rapida ripresa dell’economia globale, anche se a ben vedere il ritorno ai livelli pre-pandemici non sembra vicino, anzi viene atteso tra il 2022 e il 2023. Eppure, la scorsa settimana Carnival Corp ha potuto collocare nuove obbligazioni a tassi in forte calo. Poco prima, aveva annunciato l’emissione di azioni per un controvalore di oltre 1 miliardo di dollari. Quest’anno, tra bond e prestiti aveva già raccolto 9 miliardi, mentre nei giorni scorsi ha ottenuto altri 2 miliardi dal mercato, a fronte di ordini per 11 miliardi.

La particolarità dell’emissione obbligazionaria ha consistito nel fatto che i titoli stavolta non erano garantiti dalla flotta navale. In altre parole, a differenza delle obbligazioni emesse nel corso di quest’anno e che hanno offerto cedole tra l’8% e il 12%, queste non prevedono alcuna garanzia specifica per chi le acquista. Malgrado ciò, i titoli denominati sia in dollari che in euro e con scadenza 2026 sono stati emessi con tasso del 7,625%. Mica male per una compagnia con rating tagliato a “junk” dalle principali agenzie di valutazione. Per Moody’s, il nuovo debito di Carnival vale B2 (B1 quello garantito), per S&P BB-.

Il business delle crociere è stato tra i più colpiti dal Covid. Rimarrà fermo certamente fino alla fine di quest’anno e forse anche per i primi mesi del prossimo. Carnival spera di poter utilizzare la liquidità così ottenuta per sopravvivere finanziariamente fino a parte del 2021, nella speranza che nel frattempo le prenotazioni ripartano e la crisi sia alle spalle. Gli investitori le hanno creduto, sebbene nei prossimi anni la compagnia dovrà fronteggiare scadenze e interessi sempre più corposi.

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Debiti Carnival ad alto rischio

Nel terzo trimestre, ha chiuso in perdita per 2,86 miliardi, mentre nell’intero anno dovrebbe riportare un crollo del fatturato del 70%. Le azioni Carnival hanno perso quest’anno quasi il 60% del loro valore. Dicevamo, però, che gli ordini per il nuovo bond 2026 sono stati elevati. In effetti, hanno riflesso un mercato in piena ripresa rispetto ai crolli accusati nella primavera scorsa. Basti pensare che il rendimento medio lordo delle obbligazioni “junk” in dollari risulta sceso al 4,81% dopo avere toccato un minimo storico del 4,76%. A marzo, era esploso fino a un apice dell’11,38%. Si direbbe che l’obbligazionario non abbia più alcun bisogno di sostegno delle banche centrali.

Venendo alle obbligazioni Carnival, il titolo in scadenza nell’aprile 2023 e cedola 11,50% (ISIN: USP2121VAE40) offre un rendimento del 5,15%. Quello che scade nel giugno 2027 e cedola 7,875% (ISIN: US693070AD69) viaggia al 4,50%. In assoluto, si tratta di rendimenti elevati, specie se si considera che il bond più corto sia garantito. Ma fa specie pensare che una società a serio rischio di default si possa permettere nel giro di pochi mesi di passare da tassi d’indebitamento a doppia cifra, pur con le garanzie degli assets sottosanti, a tassi inferiori all’8% senza alcuna garanzia specifica. Evidentemente, il mercato scommette sul sostegno pubblico nel caso in cui la crisi si prolungasse oltre il dovuto. Probabile che sia così, ma altrettanto che verrebbero imposte perdite anche sostanziose ai creditori privati. E nessuno si crogioli delle garanzie sui bond emessi quest’anno, perché difficilmente la flotta sarebbe subito liquidabile e ai prezzi ipotizzati dalla proprietà nei mesi scorsi. E questo forse qualcuno non l’ha considerato.

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