BRIC, l’India continua a crescere più della Cina, ma c’è ancora molta strada da fare

Il punto sulla crescita dei Mercati emergenti a cura di Raiffeisen Capital Management

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il punto sulla crescita dei Mercati emergenti a cura di Raiffeisen Capital Management

Cina

Abolizione del limite ai mandati del presidente della Repubblica – ai principi guida del capo del partito Xi Jinping si assegna status costituzionale. Ci sono dei motivi assolutamente fondati per puntare a una continuità personale nei prossimi dieci anni e a non effettuare alcun cambiamento di turno della leadership nel 2022. La lotta alla corruzione, la trasformazione dell’economia e le profonde riforme nel settore finanziario richiederanno inoltre misure impopolari e probabilmente non potranno essere completate entro il 2022. “Cambiare i cavalli in mezzo al fiume” potrebbe risultare fatale, dato che un nuovo capo del partito e dello Stato forse si occuperebbe innanzitutto di rafforzare e salvaguardare la propria influenza e il capitale politico.

India

L’India è andata a riprendersi il titolo della grande economia che cresce più velocemente. Nell’ultimo trimestre del 2017 la performance economica è aumentata del 7,2% per anno. Di conseguenza si è lasciata alle spalle il netto rallentamento della crescita in seguito alla riforma valutaria e fiscale ed è cresciuta più delle attese degli analisti. L’entusiasmo è però solo limitato, perché in realtà l’India ha bisogno di una crescita ancora molto più sostenuta per ridurre la povertà e la disoccupazione.

Russia

Il primo marzo Putin ha tenuto un lungo discorso sullo stato della nazione che può essere interpretato come il suo programma elettorale. Per molto più di un’ora Putin si è occupato di temi di politica interna, ha presentato gli obiettivi per i prossimi sei anni e in parte anche i modi con i quali raggiungere questi obiettivi. Si vuole dimezzare il numero dei poveri, aumentare considerevolmente gli investimenti nel settore della sanità, nell’istruzione e nelle infrastrutture, aumentare il prodotto interno lordo pro capite di oltre il 50% entro il 2025, avvicinare le pensioni all’ultimo salario percepito e aumentare le costruzioni edili. Il “come” attualmente rimane ancora una questione aperta in molti punti. Il problema maggiore non sta nel finanziare i tanti progetti. In questo senso sono indispensabili delle riforme profonde, ma queste rappresentano anche un enorme rischio per la stabilità e la coesione del paese.

Brasile

Il Brasile si lascia definitivamente alle spalle la recessione – nel 2017 è emersa una lieve crescita dell’un per cento. Tuttavia, la congiuntura nell’ultimo trimestre del 2017 si è rivelata più debole del previsto, sono state sotto le attese in particolare le esportazioni agricole. Nel 2018 si prevede una crescita nettamente più solida pari al 3,2%. Per una crescita sostenibile oltre all’attuale ripresa di breve termine c’è naturalmente bisogno di enormi riforme strutturali.

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Argomenti: Mercati Emergenti

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