Brexit: anche i bond Thomas Cook vanno giù e rendono più del 8%

Le obbligazioni dell’operatore turistico inglese sono scese dopo la Brexit. I bond Thomas Cook in sterline rendono il 7% a 1anni dal rimborso

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Le obbligazioni dell’operatore turistico inglese sono scese dopo la Brexit. I bond Thomas Cook in sterline rendono il 7% a 1anni dal rimborso

Brexit, attentati negli aeroporti, viaggi a rischio e vacanze all’estero sempre meno sicure. In questo clima di sfiducia, le obbligazioni delle compagnie aeree sono, al momento, molto penalizzate. I rendimenti si sono impennati e il giro d’affari  per il 2016 rischia di compromettersi. Esyjet ha già scontato lo scenario peggiore in borsa, ma altre si stanno accingendo a farlo, come la britannica Thomas Cook i cui rendimento obbligazionari sono in netto rialzo. Le azioni Thomas Cook quotate alla borsa di Londra hanno già perso più del 11% nel mese di giugno, mentre i bond  hanno subito un rialzo dei rendimenti anche nella parte breve della curva. Le obbligazioni Thomas Cook Group 7,75% in sterline inglesi (codice ISIN XS0504306001 ) con scadenza giugno 2017 hanno subito un contraccolpo di ben 5 figure toccano la pari per poi risalire leggermente. Più marcata invece la discesa del bond Thomas Cook Finance 6,75% 2021 in euro (codice ISIN XS1172436211 ), sceso di 10 punti e che a 93 offre un rendimento del 8,4%. L’obbligazione senior unsecured ha rating B per “Standard & Poor’s”, quindi è altamente speculativa secondo gli analisti ed è negoziabile per importi di 100.000 euro. Il rendimento sale, però, al 15% se si tiene conto della possibilità da parte dell’emittente di richiamare in anticipo il bond a partire dal 15 gennaio 2018 (optional call redemption) al prezzo di 103,375.

Thomas Cook stima ricavi in calo nel 2016

Thomas Cook Group prevede che i ricavi dell’esercizio fiscale corrente si attesteranno nella parte più bassa delle aspettative di mercato, in scia al calo della domanda di viaggi verso la Turchia. La compagnia prevede per l’anno un utile ricorrente tra 310 milioni gbp e 335 milioni gbp (da 449,5 milioni usd a 485,8 milioni usd). “La domanda per i viaggi in Turchia, nello scorso anno il secondo fra i nostri mercati più grandi, si colloca significativamente sotto il livello dell’anno prima” ha commentato Peter Fankhauser, Ceo. “Dopo i tragici attentati a Bruxelles abbiamo registrato un brusco declino della domanda”. La società ha riportato nel primo semestre terminato al 31 marzo una perdita pre-tasse pari a 288 milioni gbp, rispetto alla perdita di 303 milioni gbp registrata nel pari periodo dell’anno precedente, e ricavi invariati a 2,7 miliardi gbp.

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Argomenti: Obbligazioni High Yield, Bond in sterline inglesi, Ratings

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