Brasile, scendono ancora i rendimenti dei bond

Salgono ancora i prezzi dei bond brasiliani. La Banca Centrale lascia i tassi fermi al 14,25%, si rafforza il real

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Salgono ancora i prezzi dei bond brasiliani. La Banca Centrale lascia i tassi fermi al 14,25%, si rafforza il real

Continuano a scendere i rendimenti dei bond brasiliani. Dopo l’avvio della procedura di impeachment a carico del presidente Dilma Rousseff e, soprattutto, grazie al ritorno delle quotazioni del petrolio sopra 50 dollari al barile, gli investitori sono tornati focalizzare l’attenzione sul Brasile. Lo dimostra bene il movimento del real brasiliano che da inizio anno si è rafforzato del 10% nei confronti del dollaro (Usd) tornando sotto quota 3,40. Questo non significa che l’economia brasiliana sia fuori dalla profonda crisi in cui è finita, ma semplicemente che il peggio potrebbe essere ormai alle spalle e i mercati, si sa, guardano sempre avanti. Come dimostrato dalla banca centrale del Brasile che ha mantenuto ieri invariato il tasso di interesse di riferimento, al 14,25%, per via dei livelli ostinatamente elevati dell’inflazione in una fase dell’economia di tagliente contrazione. Secondo un portavoce dell’istituto, “l’alto livello di inflazione degli ultimi 12 mesi e le aspettative di inflazione restano lontani dagli obiettivi del governo e non offrono spazio per attuare un allentamento della politica monetaria”.

 

Bond Brasile rendono poco più del 5%

 

Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei titoli di stato continuano a contrarsi. Il bond high yield in dollari Brasile 10,125% 2027 (codice ISIN US105756AE07) è tornato sopra 140, ai livelli di un anno fa, offrendo un rendimento di poco superiore al 5%. In rialzo anche i prezzi dei titoli di stato in valuta locale, come il Brasile 10,25% 2028 (codice ISIN US105756BN96) che tratta a 95 per un rendimento a scadenza del 11,5%. Per gli esperti il trend potrebbe proseguire ancora, visto anche l’imminente appuntamento con le Olimpiadi di Rio de Janeiro in estate che porteranno sicuramente consistenti introiti nelle casse dello Stato, in un contesto politico meno controverso rispetto a qualche mese fa.

Petrobras, infine, l’azienda petrolifera statale coinvolta nello scandalo di corruzione coi vertici politici, è riuscita a rifinanziarsi sui mercati lo scorso mese di maggio collocando bond per 6,75 miliardi di dollari.

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