Brasile: Banca centrale taglia ancora i tassi dell’1%

Il Brasile corre ai ripari cercando di difendere bond e real dagli attacchi delle agenzie di rating

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Il Brasile corre ai ripari cercando di difendere bond e real dagli attacchi delle agenzie di rating

Il Brasile cerca di evitare un ulteriore declassamento. Le agenzie di rating Standard & Poor’s e Moody’s hanno già messo in guardia gli investitori che ciò potrebbe accadere a seguito rei nuovi recenti scandali di corruzione ai vertici del potere politico e che potrebbero far avviare un nuovo caso di impeachment a carico del presidente Temer.

 

Brasile taglia i tassi al 10,25%

 

Così, per difendere il real brasiliano e il rating (BB per S&p e Fitch e Ba2 per Moody’s), il Banco Central do Brasil (l’istituto centrale di Brasilia) mercoledì come previsto ha tagliato i tassi d’interesse di 100 punti base al 10,25% dopo averli ridotti dello stesso ammontare nel meeting di aprile e di 75 punti base in quello di febbraio (le precedenti riduzioni rispettivamente di 75 e 25 punti base erano state realizzate in gennaio e prima ancora in dicembre, quando La Banca centrale era intervenuta per la prima volta in quattro anni). Il Comitato di Política Monetaria (Copom, la commissione che si occupa di politiche monetarie) ha notato che l’andamento dell’inflazione rimane favorevole e che i recenti indicatori evidenziano una graduale ripresa economica quest’anno. L’incertezza circa il progresso delle riforme proposte dal presidente Michel Temer, coinvolto in indagini per corruzione, potrebbe comunque danneggiare la crescita.

 

Bond Brasile in recupero, rendono meno del 5%

 

Sul fronte dei rendimenti obbligazionari, il bond a 10 anni in dollari (Usd) con cedola 10,125% e scadenza 2027 (Isin US105756AE07) è tornato sotto il 5%, mentre il prezzo del titolo ha toccato quota 144 recuperando parte del terreno perso il mese scorso. Rendono, invece, il doppio i bond in reais brasiliani con scadenza 2028 e cedola 10,25% (Isin US105756BN96) che prezzano 104.

La parte breve e lunga della curva sembra, però, aver accusato meno la revisione del outlook da parte delle agenzie di rating e ilo successivo taglio del costo del denaro. I rendimenti dei bond in dollari con scadenza 2041 viaggiano intorno al 5,9%, mentre quelli con scadenza 2019 si attestano al 2,3%. Il costo dei credit-default-swap a cinque anni, che misurano il costo per assicurarsi contro il rischio di mancato rimborso delle obbligazioni, sono saliti di oltre 60 punti base, ai massimi da gennaio.

 

Real brasiliano in difficoltà

 

In Brasile la situazione sta precipitando. Il Paese potrebbe assistere al secondo impeachment nel giro di un anno: il presidente Michel Temer infatti, dopo aver ordito per l’allontanamento dell’ex presidente Dilma Rouseff è oggi a sua volta sul banco degli imputati. Lo scandalo che ha investito il presidente del Brasile Michel Temer ha travolto, oltre alla Borsa di San Paolo, in caduta di oltre nove punti percentuali, anche la valuta carioca. Il real, riporta Bloomberg, ha perso fino al 6% sul dollaro e oltre il 7% sull’euro. La crisi istituzionale pesa sui mercati e sugli operatori. Nel primo trimestre del 2017 il Brasile ha registrato un afflato di crescita. Dopo un PIL crollato del 3,8% nel 2015 e del 3,5% nel 2016, la stima per il 2017 indica una lieve crescita dello 0,5%, ma gli operatori si affrettano a precisare che in contesto istituzionale così difficile i rischi al ribasso sono dietro l’angolo.

 

Brasile: a sorpresa primo calo dal 2014 per la disoccupazione

Secondo quanto comunicato mercoledì dall’Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (Ibge, l’ente nazionale di statistica), nei tre mesi allo scorso 31 marzo, il tasso di disoccupazione è calato a sorpresa in Brasile al 13,6% contro il 13,7% del periodo dicembre-febbraio (e il 12,6% dei tre mesi allo scorso 31 gennaio). Il dato si confronta con il 13,9% del consensus, ma anche con l’11,2% di un anno prima, e segna il primo declino dal 2014.

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