Bpvi/Veneto Banca a rischio bail in?

Stampa e media spaventano il mercato, mentre gli speculatori fanno affari acquistando bond senior a sconto

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Stampa e media spaventano il mercato, mentre gli speculatori fanno affari acquistando bond senior a sconto

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sarebbero a rischio bail in. Lo scrive Il sole 24 Ore  rimarcando le difficoltà dei due istituti di credito a ottenere il pieno appoggio da parte dei vecchi soci per il ristoro delle azioni offerto dalle due banche venete e prossimo a scadenza (salvo proroga).

Ma a gettare benzina sul fuoco sarebbe anche JP Morgan, molto vicina agli affari del Tesoro e alla redazione dei piani di salvataggio delle banche italiane, come avvenuto per Mps.

Secondo la banca americana, vi sarebbe il rischio che un salvataggio statale per le venete, attraverso la forma della ricapitalizzazione precauzionale, potrebbe non trovare il via libera dall’Unione Europea a causa dell’eccessivo peso dei crediti deteriorati. Inoltre, il Fondo Atlante (azionista delle due banche venete) non avrebbe manifestato interesse a sostenere ancora altre ricapitalizzazioni, se troppo onerose.

 

Bpvi e Veneto Banca a rischio bail in?

 

Così è previsto per oggi un incontro a Via XX Settembre tra i vertici del Ministero dell’Economia e il Ceo, Fabrizio Viola, per discutere – secondo Il Sole 24 Ore – del rischio bail-in. Del resto il Tesoro guarda con preoccupazione alla lentezza con cui procede l’adesione alle offerte di transazione proposte agli azionisti delle due banche venete e, a quanto apre, non è previsto un piano B in caso di scarsa adesione alle offerte. Se molti piccoli azionisti della Popolare di Vicenza e Veneto Banca puntano a rifiutare l’offerta di Atlante per strappare condizioni migliorative dopo il salvataggio pubblico, il Tesoro ha lasciato filtrare un messaggio molto chiaro: un miglioramento dei rimborsi in caso di intervento statale è molto improbabile alla luce della normativa sugli aiuti di Stato.

 

Bond senior banche venete rendono il 10%

 

Al di là di questo, appare comunque chiaro come i media e gli speculatori internazionali stiano cavalcando l’incertezza che regna sovrana sul futuro delle banche venete all’avvicinarsi della scadenza del periodo di offerta di ristoro ai vecchi azionisti delle banche venete. Non a caso, ciò sta avvenendo in concomitanza con l’istituzione del fondo di solidarietà da 60 milioni da parte di Vento e Vicenza per gli azionisti maggiormente in difficoltà.

Si cerca evidentemente, come avvenuto con Mps, di infondere terrore psicologico per spingere il maggior numero possibile di soci ad aderire all’offerta evitando quindi le litigations che potrebbero costare agli istituti bancari veneti centinaia di milioni di euro. Soldi che ovviamente non ci sarebbero, vista la drammatica situazione in cui già versano le due banche venete.

 

Benchè la soglia di adesioni sia arrivata al 30% medio complessivo (29,1% per Bpvi e 34% per Veneto banca), lontana da quel 80% atteso da Viola, è molto probabile che il periodo di adesione possa essere esteso al 30 giugno 2017, magari migliorando anche l’offerta (si parla di assegnazione di warrants). In questo senso si sta inserendo il gioco al ribasso scatenato dai grandi speculatori, con Jp Morgan che farebbe da volano, e che puntano molto probabilmente ad acquistare a sconto bond senior delle due banche venete, consapevoli che questa categoria di titoli, a differenza di quelli subordinati, non verranno toccati nell’ambito del processo di risanamento finanziario. L’obbligazione Bpvi 5% 2018 (Isin XS0985326502) è scesa a quota 85 per un rendimento che supera ormai il 10%. E così anche altri bond emessi da Bpvi e Veneto Banca con scadenza a due-tre anni.

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