Bpvi/Veneto Banca: piano di salvataggio all’esame dei Cda

In programma anche cessione 40% Arca sgr. Incagli e sofferenze a livelli record. Collocato bond garantito Bpvi

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In programma anche cessione 40% Arca sgr. Incagli e sofferenze a livelli record. Collocato bond garantito Bpvi

I consigli di amministrazione di Bpvi e Veneto Banca sono pronti per analizzare il piano di salvataggio, oggetto di un approfondito confronto con Bce e Ue. L’appuntamento – scrive MF– è in programma per oggi e l’esito è tutt’altro che scontato.

Nel frattempo Bpvi ha collocato sul mercato parete dei bond senior emessi con garanzia pubblica ottenendo buon esito da parte degli investitori istituzionali.

Piano di salvataggio Bpvi e Veneto Banca

 

Il piano terrà conto dell’ipotesi di una ricapitalizzazione precauzionale con conversione dei bond subordinati e per questo nei prossimi giorni la Dg Competition Ue e il ministero dell’Economia italiano sarebbero già entrati nella trattativa. In particolare, l’authority guidata da Margrethe Vestager pretenderà la scrupolosa applicazione della normativa antitrust, chiedendo alle due banche venete di presentare un piano di mercato che non distorca la concorrenza sui mercati finanziari. Bruxelles rivolgerà particolare attenzione al taglio dei costi, alle cessioni di asset e alle condizioni dell’attività commerciale a partire dagli impieghi. L’aspetto cruciale del piano sarà comunque l’aumento di capitale che gli istituti dovranno completare per mettere in sicurezza i coefficienti patrimoniali.

Cessione 40% Arca sgr inevitabile

 

Dopo essere stato per un anno in stand-by il dossier su Arca sgr torna all’attenzione delle banche ex popolari. Nelle prossime settimane la Popolare di Vicenza e Veneto Banca potrebbero avviare la cessione del 40% detenuto nel capitale della sgr milanese guidata da Ugo Loser. Si tratta di una mossa quasi obbligata che potrebbe mutare gli assetti di controllo complessivi della società di gestione del risparmio.Il soggetto a cui si guarda è Bper , oggi azionista di maggioranza relativa con il 32,7% delle quote, che potrebbe offrirsi di comprare non solo il 40% di Popolare Vicenza e Veneto Banca, ma anche le partecipazioni di tutti gli altri azionisti salendo così al 100% del capitale.

Tra i venditori ci sarebbero infatti la Popolare di Sondrio (21,14%) e una pletora di istituti di credito minori che oggi detengono meno del 5% complessivamente.

Bpvi/Veneto B.: pulizia Npl pre-fusione peserà per 3 miliardi

 

L’opera di pulizia prima della fusione tra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca peserà per almeno 3 miliardi sui conti delle banche. Lo scrive Il Sole 24 ore sottolineando come, nonostante le rettifiche e le svalutazioni negli ultimi due esercizi, la mole di sofferenze e incagli resta a livelli record. I dati di bilancio di giugno 2016 (gli ultimi disponibili) parlano di una montagna di crediti deteriorati lordi tra le due banche che, sommati, superano i 17 miliardi di euro, ben oltre il 35% del portafoglio impieghi totale che vale poco meno di 45 miliardi.

Questi dati – precisa il giornale – sono comunque vecchi, dato che sofferenze e incagli vari sono ancora aumentati. Per la seconda parte dello scorso anno le sole sofferenze (che valevano per i due istituti 8,5 miliardi) sono cresciuti di un altro miliardo secco. Per l’intero 2016 siamo già a quota 9,5 miliardi. Il miliardo in più di nuove sofferenze andrà coperto da un incremento degli accantonamenti stimati in almeno 300 milioni. E sullo stock originario è plausibile che il management delle due banche incrementi i tassi di copertura per portarli almeno al 60%.

Il cumulo degli incagli – continua il quotidiano – che valeva 8,3 miliardi a giugno 2016, è salito a fino a lambire i 9 miliardi. Anche in questo caso l’incremento dei tassi di copertura farà lievitare il conto. Si stima che nel complesso si debba svalutare per una cifra che può arrivare a 1 miliardo. Il nuovo management deve predisporre un piano industriale credibile e sostenibile nel tempo perché sia la Bce che i vari regolatori diano semaforo verde all’operazione del matrimonio. Ed è ovvio che lo sguardo sarà particolarmente severo dato che c’è di mezzo la credibilità di un’operazione salvezza che non può fallire l’indomani.

Ecco perché nel nuovo piano – conclude il giornale – devono entrare per forza le proiezioni per l’anno in corso. E per l’intero 2017 non si fa mistero che il flusso di nuove sofferenze farà aumentare lo stock di altri 1,5 miliardi.

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