BPER lancia covered bond da 750 milioni: caratteristiche e rendimento

La Banca Popolare dell'Emilia Romagna ha collocato con successo la sua prima emissione obbligazionaria garantita. Il bond offre una cedola fissa del 3,375% per cinque anni e si acquista sotto la pari

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La Banca Popolare dell'Emilia Romagna ha collocato con successo la sua prima emissione obbligazionaria garantita. Il bond offre una cedola fissa del 3,375% per cinque anni e si acquista sotto la pari

Anche la Banca Popolare dell’Emilia Romagna lancia un covered bond. Si tratta della prima emissione di questo tipo per l’istituto bancario emiliano che ha festeggiato il collocamento con richieste superiori alle attese. BPER ha infatti lanciato e interamente collocato con successo la sua prima emissione pubblica di obbligazioni bancarie covered (obbligazioni bancarie garantite) avente come sottostante (copertura al 100%) un pacchetto di mutui residenziali ‘prime’ del mercato italiano, per un ammontare benchmark di 750 milioni con scadenza a 5 anni, nell’ambito del programma di Covered Bond del Gruppo bancario. In poche ore sono stati ricevuti ordini da oltre 100 investitori, per un totale di circa 1,6 miliardi al punto che l’offerta iniziale di 500 milioni di euro è state elevata a 750 milioni per accontentare un po’ tutti aprendo così più spazio anche per i prossimi collocamenti – dice un operatore che ha seguito il collocamento -.

 

Collocamento obbligazioni BPER 3,375% 2018 in dettaglio

 

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“Il collocamento è stato uno straordinario successo”, commenta Alessandro Vandelli, vice direttore generale e chief Financial Officer di Bper.  L’ottimo risultato ottenuto, sia per provenienza geografica che per qualità degli investitori, è la dimostrazione della solidità del Gruppo e attesta quanto sia positiva la percezione del valore di BPER anche tra gli investitori istituzionali”. Il prestito, emesso per 750 milioni, è stato sottoscritto per circa metà dell’ammontare da investitori istituzionali esteri e per la restante parte da investitori italiani. I principali sottoscrittori sono stati Fondi d’investimento per circa il 61%, seguiti da Assicurazioni e Fondi pensione per il 18% e infine da Banche con una quota del 16%. Il nuovo bond BPER (Isin  IT0004965346) è stato collocato ad un rendimento pari al tasso mid-swap + 215 punti base con una cedola del 3,375%, pagabile in via posticipata il 22 ottobre di ogni anno a partire dal 2014.

La scadenza è stata fissata in data 22 ottobre 2018. Il titolo, emesso al prezzo di 99,618 offre un rendimento lordo a scadenza del 3,46% e viene al momento negoziato sul mercato over the counter (Otc) per tagli minimi di 100.000 euro nominali. Il rating assegnato da Moody’s è Baa2, mentre per S&P è BB-. I Joint Bookrunners incaricati della distribuzione del titolo sono stati Citigroup, Mediobanca, RBS, Société Générale Cib e Ubs.

 

Covered bond BPER, il giudizio degli analisti

Commentando i risultati dell’emissione obbligazionaria conclusa ieri dal gruppo, gli analisti di Banca Akros segnalano che i covered bond diventeranno la maggiore fonte di finanziamento per le banche rispetto ai titoli senior non garantiti, in seguito al recente accordo UE sulla possibilità di utilizzare questi ultimi come cauzione. [fumettoforumleft]Una visione condivisa anche da Mediobanca Securities che valutano correttamente la capitalizzazione in borsa della banca emiliana dopo il lancio del prestito obbligazionario da 750 milioni, alla luce dei recenti risultati semestrali che evidenziano ricavi in crescita e prudenza sul fronte degli accantonamenti. Gli esperti dell’istituto di Piazzetta Cuccia credono che l’emissione di covered bond sia un modo per ottimizzare il costo del funding, senza modificare l’attività di gestione delle attività e passività all’interno della banca.

 

I covered bond, cosa sono e come funzionano

Con Covered bond (tradotto “obbligazioni garantite”) ci si riferisce ad un’obbligazione bancaria caratterizzata da un profilo di rischio molto basso e da un’elevata liquidità. Questa tipologia di obbligazioni rappresenta nel nostro Paese una novità piuttosto recente, disciplinata per la prima volta dall’art.7 bis della Legge 30 aprile 1999, n. 130 introdotta dal decreto sulla competitività del maggio 2005. A differenza delle normali cartolarizzazioni i covered bond garantiscono la restituzione di capitale ed interessi grazie al vincolo di una fetta dell’attivo patrimoniale della banca destinato esclusivamente alla remunerazione ed al rimborso del bond. Utilizzati in 22 paesi europei, in Germania i covered bond sono stati istituiti da oltre 100 anni, mentre in altri, come la Gran Bretagna e l’Olanda si è provveduto solo ultimamente alla preparazione di un testo normativo essendo, fino a tempi recenti, ogni emissione definita sulla base di veri e propri accordi contrattuali.

Ai minori rischi tuttavia corrispondono rendimenti più bassi in quanto l’alea connessa all’investimento e più bassa, in altri termini gli obbligazionisti sono disposti a chiedere un rendimento minore rispetto ai titoli obbligazionari non garantiti e questo costituisce un indubbio vantaggio per la banca emittente che riesce a ottenere capitale dovendo supportare costi bassissimi.

 

Garanzie covered bond: cosa c’è da sapere 

Infine un’ulteriore garanzia è rappresentata dalle Istruzioni della Banca d’Italia, la quale prevede che, durante l’intera durata dell’operazione e con cadenza semestrale: 1) il valore complessivo delle attività cedute sia rimasto alterato e non abbia subito svalutazioni; 2) il valore complessivo degli assets sia almeno pari al valore complessivo delle obbligazioni garantite emesse sul mercato; 3) gli interessi maturati dalle attività cedute costituenti patrimonio separato netto siano sufficienti a coprire gli interessi dovuti dalla banca emittente sui covered bond. Con cadenza annuale, gli organi di amministrazione dovranno poi sottoporre a revisione le totali procedure di controllo e valutazione, al fine di valutarne l’attualità e l’attendibilità. Inoltre l’emittente dovrà nominare un “Asset Monitor”, un organo esterno e indipendente, avente il compito di effettuare una relazione annuale sull’operazione da sottoporsi al vaglio del Collegio Sindacale della società emittente.

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