BOT semestrali sui minimi. BCE verso taglio negativo dei tassi sui depositi

Il rendimento dei titoli di stato a sei mesi resta staibile intorno allo 0,50%. Lo Stato si finanzia ormai a costi nulli, ma la BCE si appresta a tagliare ulteriormente il costo del denaro

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il rendimento dei titoli di stato a sei mesi resta staibile intorno allo 0,50%. Lo Stato si finanzia ormai a costi nulli, ma la BCE si appresta a tagliare ulteriormente il costo del denaro

I BOT semestrali restano stabili sui minimi. Dopo aver toccato il mese scorso un rendimento dello 0,45%, i nuovi titoli di stato con durata di sei mesi assegnati oggi in asta dal Tesoro hanno registrato un rendimento di poco superiore.

 

Agli investitori istituzionali e retail è stato offerto un tasso dello 0,505% per 182 giorni di maturazione. Tradotto, significa che, in questo momento, prestare soldi allo Stato per 6 mesi non conviene più. Come dimostrato dal bid to cover (1,66), inferiore a quello dell’asta CTZ (0,202) di ieri Al netto dell’inflazione (0,70%), delle imposte sugli interessi (12,50%) e dei costi bancari e del bollo sul deposito titoli (0,02%), il rendimento reale alla fine del periodo di maturazione è indubbiamente negativo. E’ la classica situazione che viene a crearsi in uno scenario di costo del denaro a zero, che anticipa la deflazione – osservano gli esperti. Sul fronte finanziario, comunque, lo Stato italiano ha ritrovato la fiducia degli investitori stranieri e le prospettive di miglioramento dei conti pubblici sono legate anche alla minore spesa per interessi sul debito. Come dimostra lo spread fra decennale italiano e tedesco, sceso sotto i 180 punti base, e tornato ai livelli del 2011. Ma anche come osserva Moody’s che potrebbe considerare un miglioramento del rating sovrano dell’Italia nel caso di un effettivo rafforzamento delle prospettive economiche del paese.

 

Bot semestrali, il rendimento scende allo 0,505%

 

bot semestrali

I BOT venduti oggi dal Tesoro per 7,5 miliardi di euro vanno a sostituire 8,57 miliardi in scadenza fra tre giorni, quindi meno del fabbisogno richiesto a breve termine. E anche a un costo inferiore. L’asta odierna ha infatti visto i Bot a sei mesi segnare un tasso lordo finale dello 0,505% contro lo 0,45% dell’asta di febbraio, quindi in leggera risalita e in linea con i minimi di aprile 2013 (vedi grafico). Ad influire sulla domanda è stata anche l’asta dei CTZ tenutasi ieri che ha visto i rendimenti a 24 mesi scendere a 0,70% con richieste superiori alla media. Alla data dello scorso 14 marzo 2014, la circolazione di BOT era di 144,790.765 miliardi, dei quali 49,225.080 miliardi a 6 mesi e 95,565.685 miliardi a 12 mesi. Secondo i recenti dati diffusi dalla la Banca d’Italia, circa il 60% dei titoli di debito pubblico nazionale è di proprietà degli italiani, di cui il 46% in mano alle banche e il restante 14% in mano a famiglie di risparmiatori. Percentuale che è andata incrementandosi rispetto a due anni fa quando la speculazione faceva temere il peggio per la tenuta delle finanze pubbliche. Termometro indicatore dello stato di salute delle finanze rimane comunque  il BTP decennale il cui tasso è sceso al 3,41%. Rispetto solo a tre mesi fa lo scenario, del resto, è radicalmente mutato, tenendo in considerazione non soltanto il taglio del tasso di riferimento BCE ma soprattutto il collocamento ‘monstre’ del Btp Italia di novembre e il conseguente drastico alleggerimento delle esigenze di raccolta del Tesoro per l’anno in corso. Operazione che dovrebbe ripetersi il prossimo mese di aprile con una nuova edizione speciale del BTP Italia.

 

BCE verso taglio in negativo sui depositi

 

draghi

Il numero uno della Bundesbank Jens Weidmann – riferisce la Reuters – ha affermato che un taglio in negativo dei tassi sui depositi overnight rientra tra le opzioni a disposizione della BCE, per contrastare l’eccessivo apprezzamento della valuta unica, aggiungendo che non è nemmeno da escludere la possibilità che Francoforte acquisti asset dalle banche per combattere i rischi deflazionistici che gravano sulla zona euro. E l’esponente finlandese del direttivo, Liikanen, ha spiegato che la banca centrale deve essere consapevole dei rischi della bassa inflazione e che la possibilità di portare in negativo i tassi sui depositi non è più questione controversa. [fumettoforumright]L’attesa di una nuova mossa sui tassi della BCE, guidata da Mario Draghi, senz’altro sostiene la parte breve della curva che favorisce il carry trade verso la carta italiana – osserva un trader. I titoli di stato a breve offrono un rendimento superiore sia a quelli tedeschi ma che a quelli spagnoli (il due anni italiano offre un rendimento dello 0,93%, contro lo 0,87% del pari scadenza spagnolo), cosa che la rende appetibile soprattutto ora, il debito pubblico tricolore e le nuove emissioni. Come dimostrato dalla forte domanda di CTZ in asta ieri: il bid-to-cover è salito a 2,02 dall’1,78 della precedente asta.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, Bot

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