Bot per 9,5 miliardi. Grande richiesta e rendimenti in calo

Richiesta di buoni ordinari tre volte superiore a quella offerta da Tesoro. Ritorno d’interesse da parte dei risparmiatori italiani per le scadenze brevi. Snobbati i rating delle agenzie internazionali sull’Italia

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Richiesta di buoni ordinari tre volte superiore a quella offerta da Tesoro. Ritorno d’interesse da parte dei risparmiatori italiani per le scadenze brevi. Snobbati i rating delle agenzie internazionali sull’Italia

Torna sotto il 4% il rendimento lordo dei Bot annuali. Il Ministero dell’Economia nell’asta dell’11 Ottobre ha offerto 7 miliardi di euro di buoni ordinari a un prezzo medio ponderato di 96,488 portando il rendimento annuale a 3,57% (lo scorso mese di settembre era schizzato al 4,15%). L’asta era particolarmente attesa dopo la raffica di downgrade sull’Italia scagliati da Moody’s e Fitch nei confronti del debito pubblico (vedi Asta Bot: per analisti risultato è positivo). Quest’ultima, notoriamente più prudente rispetto alle altre, se l’è presa oggi anche con la Cassa Depositi e Prestiti portando il merito creditizio da AA a A+ (come per l’Italia). Lo scorso venerdì l’agenzia di ratig aveva infatti seguito le colleghe americane Moody’s e S&P, tagliando il merito creditizio sul debito pubblico italiano di un notch, da “AA-” ad “A+” assegnando outlook negativo. Ma oggi le cose sono andate un po’ meglio, contrariamente a quanto espresso dalle agenzie internazionali di rating. Dalle sale operative delle principali banche fanno notare che la domanda di Bot annuali è stata quasi il doppio rispetto all’importo offerto, anche perché gli ultimi rendimenti del mese scorso hanno richiamato l’attenzione dei risparmiatori e dei fondi di investimento monetari, nonché delle tesorerie delle banche.

 

BOT CORTI PER STARE TRANQUILLI – “In un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando – precisano da Unicredit – i Bot annuali rappresentano adesso una buona alternativa al conto corrente per parcheggiare la liquidità”. Lo dimostra la forte richiesta di Bot a brevissima scadenza che sono andati in asta insieme a quelli annuali. Tremonti ha infatti assegnato anche 2,5 miliardi di Bot a 74 giorni che a fronte di una domanda di 7,6 miliardi di euro ha generato un tasso medio ponderato dell’1,735%.

Tutto bene quindi? Niente affatto rispondono dall’ufficio studi milanese di Intesa San Paolo. “I recenti recuperi dei listini azionari hanno sicuramente dato una boccata d’ossigeno ai mercati e lo spread Btp Bund tedesco è andato sotto i 350 punti base, ma occorrerà che tale margine si assottigli ancora parecchio prima di poter respirare aria più tranquilla e tornare a una situazione di normalità”. Le aspettative sulla crescita economica italiana sono sempre più basse, anche a causa della situazione politica, e il governo sembra incapace di rispondere in maniera efficace ai problemi reali del paese. Il piano di austerità da €59,8 miliardi, per raggiungere la parità nel 2013, è infatti stato giudicato in maniera insufficiente da Moodys, che ha abbassato il rating dell’Italia addirittura da Aa2 ad A2, poiché non propone soluzioni per ripristinare la crescita del paese.

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