Bot People a 3 mesi

Il tesoro torna a emettere debito a brevissimo termine per quattro miliardi di euro confidando in una forte richiesta a causa del persistere delle turbolenze dei mercati. Verso un ulteriore aumento del debito pubblico

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Il tesoro torna a emettere debito a brevissimo termine per quattro miliardi di euro confidando in una forte richiesta a causa del persistere delle turbolenze dei mercati. Verso un ulteriore aumento del debito pubblico

Mentre la Grecia annuncia il taglio immediato delle retribuzioni pubbliche e la riduzione dei dipendenti statali del 20% per fronteggiare con determinazione il problema del debito statale, l’Italia, che avrebbe bisogno di fare le stesse cose (ogni dipendente pubblico costa alla collettività in media 40mila euro all’anno), si appresta a chiedere altri soldi al mercato tornando ad emettere Bot a tre mesi. Era dallo scorso mese di marzo – fanno notare dalle sale operative di UniCredit – che il Tesoro non ricorreva a strumenti di rifinanziamento a breve termine per fare cassa, anche perché le disponibilità interne ammontavano ad agosto a circa 51 miliardi di euro e non vi è necessità di fare immediatamente incetta di capitali. Non bastasse, fra una settimana scadranno Bot annuali per 7,5 miliardi, ma al mercato se ne chiederanno lunedì prossimo 11,5, di cui 4 con scadenza a 90 giorni, come annunciato in una nota dal Ministero dell’Economia. Cosa significa questo? Hanno sbagliato a fare i conti? Nient’affatto. Le esigenze di cassa impongono allo Stato di raccogliere più soldi del previsto e subito, approfittando della relativa calma che si è creata sui mercati dopo l’approvazione della manovra finanziaria estiva da parte del Senato e in considerazione del fatto che le emissioni lunghe costano di più in questo periodo. Il debito pubblico italiano andrà quindi a ingrossarsi ancora un pochino in attesa che verranno resi operativi i tagli alla spesa varati dal governo (anche se molti faticano ancora a crederci). BUY BACK SUL DEBITO PUBBLICO ? Tuttavia la scelta di tornare a puntare sui Bot a 3 mesi, tanto amati dagli italiani in passato durante le fasi di turbolenza dei mercati, potrebbe essere anche una scelta strategica per fare cassa a tassi medi poco superiori all’1,10% lordo e utilizzare le disponibilità così raccolte per riacquistare titoli di stato a lungo termine, come aveva annunciato Tremonti un paio di giorni fa.

Occhi puntati quindi sui rendimenti e sulla domanda non solo per questa emissione ma per tutte quelle di Settembre e, se la situazione non cambierà radicalmente, anche dei mesi a venire. Del resto, i piccoli risparmiatori italiani non perdono occasione per infilare nel portafoglio titoli affidabili come i Bot durante le fasi di turbolenza dei mercati, a tutto vantaggio dell’emittente statale che può così rifinanziarsi a costi più bassi. Anche perché, come si è potuto constatare in questi giorni, lo spread sul fra i Btp e gli analoghi titoli pubblici tedeschi (bund) presi a riferimento, è tornato ad allargarsi per effetto delle tensioni internazionali nella zona euro, allontanando l’interesse degli investitori per le scadenze lunghe, e perché l’agenzia Moody’s ha messo sotto osservazione il rating dell’Italia per una possibile revisione al ribasso. Si prevede quindi una domanda sostenuta per i Bot a 90 giorni- dicono i trader – a causa soprattutto delle incertezze derivanti dai mercati internazionali che spingono gli investitori a cercare porti sicuri in attesa di vedere se la manovra finanziaria da 52 miliardi porterà veramente al pareggio di bilancio nel 2013. In questa situazione di incertezza l’opzione consigliata dalla maggioranza degli operatori, quindi, è quella di investire sul brevissimo termine nel mercato monetario, ovvero sui titoli trimestrali, ancora prima che su quelli semestrali e annuali

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