Bot in asta per 11 miliardi, buona domanda e tassi in calo

Rendimenti in calo per i nuovi titoli di stato a 3 mesi e a un anno. Torna la fiducia nei titoli tricolori dopo lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione, ma cala il potere d’acquisto delle famiglie

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Rendimenti in calo per i nuovi titoli di stato a 3 mesi e a un anno. Torna la fiducia nei titoli tricolori dopo lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione, ma cala il potere d’acquisto delle famiglie

Dopo il recente rally dei titoli di stato dovuto allo sblocco dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, il mercato secondario italiano si è fermato in attesa delle aste programmate per questa settimana. In mattinata il Tesoro ha venduto 11 miliardi di Bot con rendimenti in calo centrando quindi gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica per interessi dello Stato per rinnovare 8,8 miliardi di titoli in scadenza. Lo si vede in particolare dallo spread btp bund che si è attestato poco sopra i 300 punti base che ha riportato il rendimento del Btp decennale italiano intorno al 4,30%, un tasso che si presume possa essere di buon auspicio per l’asta dei titoli di stato a lunga scadenza prevista per domani. Fra le altre cose, oggi è in programma da parte del Governo la presentazione del Documento di Economia e Finanza (Def) che traccerà le linee guida più importanti di politica economica da qui alla fine dell’anno.

 

Asta Bot a 3 mesi in dettaglio

Nel dettaglio, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato 3 miliardi di Bot a tre mesi, scadenza 12 luglio 2013, offrendo un tasso lordo dello 0,243% a scadenza e raccogliendo una buona domanda da parte degli operatori. Era da tempo che il Tesoro non si approvvigionava emettendo Bot a tre mesi non essendoci immediate e urgenti necessità di cassa e molti analisti si cominciano a chiedere il motivo del ricorso a tale emissione. Il rendimento è stato comunque molto confortante anche sulla scorta di quanto avvenuto in Germania poche ore prima con il collocamento di 5 miliardi di euro di Schatz (l’equivalente dei Bot italiani) con rendimenti vicini allo zero.

 

Asta Bot annuali in dettaglio

Sul mercato sono andati anche 8 miliardi di Bot 12 mesi scadenza 14 aprile 2014, interamente sottoscritti dagli investitori a fronte di una buona domanda. Il rendimento offerto è stato del 0,922% lordo a scadenza, in miglioramento rispetto all’asta del mese scorso e in linea con le percentuali attese dagli operatori alla vigilia. Si nota – commentano da Unicredit – che gli investitori, dopo la decisione della Banca del Giappone di adottare misure espansive per far ripartire i consumi, si stanno posizionando maggiormente sulla parte lunga della curva anche per i titoli di stato paesi periferici dell’Europa, segno evidente di percezione di un calo del rischio. Alla fine di marzo – come comunicato dal Mef –  la circolazione dei BOT era pari a 156.800,826 milioni di euro: 55.961,97 milioni di euro semestrali e 100.838,856 milioni di euro annuali.

 

Crisi economica Italia: nel 2012 il potere d’acquisto è sceso del 5%

 

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Sul fronte economico, intanto, l’Istat ha ravvisato che il potere d’acquisto delle famiglie italiane è calato di quasi il 5% l’anno scorso. Il 2012 – certifica l’Istituto di statistica – si chiude all’insegna di una crisi sempre più profonda. Mentre, la Bce descrive, nel confronto con le altre realtà europee, le peculiarità dei nuclei italiani: stipendi, e quindi redditi, bassi; ricchezza che arriva in buona parte dal passato, e soprattutto dalla casa di proprietà, e scarso indebitamento. In sostanza, le famiglie italiane tengono grazie a quello che hanno fatto le generazioni precedenti.  La fotografia scattata dall’Istat, del resto, è impietosa. Per il 2012 e per l’ultimo trimestre dell’anno. Il potere di acquisto delle famiglie consumatrici, tenuto conto dell’inflazione, l’anno scorso e’ diminuito del 4,8%. Nel quarto trimestre si è ridotto dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% nei confronti del quarto trimestre del 2011. Nel 2012 la propensione al risparmio è pari all’8,2%, con una diminuzione di 0,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Nel quarto trimestre del 2012, al netto della stagionalità, la propensione al risparmio è pari all’8,3%, con una diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,9 punti rispetto al corrispondente trimestre del 2011. Ancora, l’anno scorso il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti e’ diminuito del 2,1%. Nell’ultimo trimestre dell’anno esso ha registrato una riduzione dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti e del 3,2% sul quarto trimestre del 2011.

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