Boom di crociere e i bond prendono il largo

La crisi non colpisce il settore delle vacanze che registra incrementi a due cifre. Vanno a gonfie vele le obbligazioni delle compagnie di navigazione turistica

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La crisi non colpisce il settore delle vacanze che registra incrementi a due cifre. Vanno a gonfie vele le obbligazioni delle compagnie di navigazione turistica

Ma quale crisi? Gli italiani, popolo di navigatori, mai come in questi ultimi periodi hanno riscoperto le vacanze in crociera nel Mediterraneo o ai Caraibi. Forse per dimenticare il fallimento delle politica e dei partiti tradizionali, ma sta di fatto che hanno rilanciato un settore che sembrava in frenata. E non è stato certo il disastro della Costa Concordia dello scorso gennaio a fermare il boom delle prenotazioni, anzi la pubblicità negativa che ne è derivata per la Costa Crociere ha ravvivato l’interesse di pensionati e giovani coppie a concedersi una vacanza in più, complici le offerte delle compagnie di navigazione che stanno fioccando in questi giorni. A partire proprio dalla Costa Crociere che sul proprio sito e sui siti specializzati in vendita di pacchetti online propongono offerte scontatissime. Promozioni anche dalla seconda compagnia di navigazione italiana, la MSC, che propone crociere scontate fino a 600 euro. Stando alle statistiche elaborate dall’Osservatorio dell’Ente Bilaterale Nazionale per il Turismo, tra il 2001 e il 2011 il numero dei crocieristi nei primi 10 porti italiani è cresciuto in maniera esponenziale: +267%, passando dai circa 2,8 milioni di passeggeri agli oltre 10 milioni del 2011. Il 2012 si sta rivelando un anno particolarmente favorevole per il settore, con ben trentatre navi delle vacanze approdate finora a Porto Torres, in Sardegna,  ed entro novembre sono previsti altri undici arrivi con il marchio della compagnia spagnola Ibero Cruceros, più l’approdo di una nave “griffata” Seabourn, compagnia extra-lusso controllata dalla Carnival Corporation. Ma se vi è stata l’esplosione del traffico crocieristico non vi sono effetti diretti sugli indicatori turistici “primari”: i flussi (arrivi, presenze, permanenza media), la ricettività, il lavoro. E’ il rovescio della medaglia della crisi che sta colpendo il nostro paese.

 

Obbligazioni Royal Caribbean Cruises e Carnival, due porti sicuri

 

Ma a fare affari non sono stati solo gli armatori, ma anche tutti coloro che fiutando il fiorire del business in tempi di crisi hanno investito sulle compagnie di navigazione. Un esempio per tutti è quello della Royal Caribbean Cruises, gruppo crocieristico leader a livello mondiale, il cui titolo azionario negli ultimi 12 mesi è salito del 20% e del 300% dai minimi del 2009. Altrettanto bene è andata per le obbligazioni, emesse in dollari (rating BB per S&P e Ba1 per Moody’s), ma anche in euro, che sono tornate sopra la pari offrendo rendimenti intorno al 5% per le scadenza medie e del 7% per l’obbligazione da 300 milioni e 7,5% di cedola con scadenza 2027 (Isin: US780153AG79). L’emissione più corposa di Royal Caribbean Cruises, tuttavia, è in euro: emessa nel 2007 per un miliardo tondo, paga una cedola annuale del 5,625% e, 15 mesi dalla scadenza offre un rendimento del 3% circa essendo scambiata intorno a 105 (Isin: XS0282330868). Rendimento ancora più stretto per le obbligazioni Carnival, la compagnia che controlla Costa Crociere, il cui unico bond a tasso fisso del 4,25% da 750 milioni di euro emesso nel 2006 (rating BBB+ per S&P) rende meno del 2% (Isn: XS0276071957). Vero che il titolo Carnival si appresta ad essere rimborsato fra 13 mesi, però è altrettanto vero che la società è riuscita a mantenere inalterato il rating dopo il disastro della Costa Concordia continuando a fare affari in giro per il mondo.

 

Obbligazioni  Stena Line scandinave con rendimento del 7%

 

Per trovare rendimenti più interessanti occorre, invece, buttare un occhio sulla scandinava Stena Line che, con le sue 22 navi che solcano i mari del Nord, ha toccato un nuovo record di trasporto passeggeri (+1,9%) e autovetture (+1,7%) nella prima metà dell’anno puntando, grazie all’espansione delle proprie rotte verso i paesi baltici, a raggiungere i 4 miliardi di dollari di ricavi nel 2012. L’obbligazione da 300 milioni di euro con scadenza 2017 e tasso fisso annuo del 6,125% ha guadagnato negli ultimi 12 mesi il 17% e offre al momento un rendimento del 5,4% a fronte di un prezzo di negoziazione di 104 e un rating attribuito da S&P pari a BB+ (Isin: XS0285176458). Stena Line è presente sul mercato dei capitali anche con due altre emissioni in euro: una da 102 milioni (vedi grafico a lato) con scadenza nel 2019 che paga il 5,875% di interessi e rende il 7% (Isin: XS0287290737); e l’altra da 200 milioni che scade nel 2020, corrisponde interessi pari al 7,875% annui e rende il 7,7% a scadenza (Isin: XS0495219874).

Per tutti i titoli, il taglio minimo di negoziazione su mercato Over The Counter è di 50.000 euro nominali con multipli aggiuntivi di 1.000.

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