Bond zero coupon: Rabobank rende più del 5%

La banca olandese (rating A+) ha lanciato una obbligazione senza cedola in pesos messicani. Con meno di 6.000 euro ci si assicura un buon rendimento

di Mirco Galbusera, pubblicato il

Le obbligazioni zero coupon di lunga durata sono sempre più merce rara di questi tempi. Anche perché questo tipo di obbligazioni si presta più che altro per investitori retail o cassettisti. A parte i titoli di stato a breve termine (Bot e Ctz) che non rendono quasi nulla, trovare qualche strumento d’investimento interessante e allo stesso tempo relativamente sicuro sta diventando impresa difficile. Qua e là, ogni tanto, salta fuori qualcosa di interessante ma spesso bisogna accollarsi rischi di cambio che possono rendere l’investimento poco proficuo se non addirittura sconveniente.   Obbligazioni zero coupon in pesos (MXN) Rabobank 2030   Recentemente è approdata sul mercato dei capitali una interessante obbligazione emessa da Rabobank Netherland, il terzo gruppo bancario olandese e il 25 esimo al mondo per dimensioni. Il bond zero cupon, cioè senza cedola, lanciato da Rabobank è in pesos messicani (MXN) ed è stato prezzato presso investitori istituzionali a 43,85. L’obbligazione (xs1165289916), negoziabile per importi minimi di 100.000 pesos (circa 5.900 euro), matura a 100 in 15 anni, esattamente il 30 gennaio 2030. Il titolo, negoziabile al momento solo OTC e in attesa di quotazione presso la borsa del Lussemburgo, viene scambiato intorno a 48,50 e offre un rendimento lordo a scadenza del 5,66%. Il rating del bond è A+ secondo Standard & Poor’s e Aa2 per Moody’s, cioè nella parte alta della scala “investment grade”. L’obbligazione bancaria, come detto, non stacca cedole, ma matura comunque interessi che vengono inglobati nel prezzo del titolo, il quale sale gradualmente col passare del tempo.   Il rischio valutario è contenuto   Unico rischio è il cambio. Quando si comprano obbligazioni in valuta, infatti, si compra più che altro il paese di riferimento con tutti i rischi e i pregi annessi e connessi alla sua economia. Il Messico gode al momento di un rating “investment grade” con merito creditizio BBB+ secondo gli analisti di Standard & Poor’s, quindi superiore anche a quello dell’Italia e i rendimenti dei titoli di stato a 15 anni poco si discostano dal rendimento offerto dal bond zero coupon di Rabobank. Le obbligazioni governative in dollari, invece, rendono il 4,30% a scadenza, sempre in riferimento alla stessa durata. Il gap di rendimento fra Usd e MXN è dato appunto dal rischio cambio e dalla politica monetaria del paese. Nel medio periodo – osservano gli analisti – la volatilità del peso è stata molto bassa nei confronti dell’euro: negli ultimi 5 anni, nonostante le turbolenze sui mercati internazionali, il peso messicano ha oscillato fra un minimo di 15,50 e un massimo di 18,50. Ora siamo a 17. La valuta messicana non ha subito scossoni nemmeno negli ultimi mesi del 2014 in seguito al crollo del prezzo del petrolio, di cui il Messico è grande esportatore e membro dell’Opec, a differenza di quanto è avvenuto in Russia sul rublo, ad esempio. Quindi, è lecito presupporre che il trend possa rimanere relativamente stabile e il rischio per gli investitori sarebbe comunque contenuto. Il consiglio, come sempre, per chi si accinge ad investire in valute diverse dall’euro è sempre quello di effettuare ingressi sul mercato scadenzati nel tempo per ponderare meglio l’effetto cambio. Detto questo, l’investimento potrebbe anche rivelarsi un buon affare nel tempo.   Analisi del quadro socio-economico messicano   [fumettoforumright]Il Messico fa parte del gruppo delle principali Economie Emergenti, del G-20 e dell’OCSE ed è considerato un importante partner economico a livello mondiale. L’economia messicana ha dimostrato negli ultimi anni un forte dinamismo, con un buon andamento di consumi interni, investimenti ed esportazioni. Nel 2013 il PIL ha registrato un aumento del 1,3% e gli investimenti esteri diretti in entrata hanno raggiunto il livello record di 38 miliardi di dollari. Per il 2014, il Banco de Mexico ha confermato una crescita del 3%, con un tasso d’inflazione del 3,5% e un calo dei tassi d’interesse. Punti di forza del Paese: stabilità macroeconomica; ampia disponibilità di risorse naturali (petrolio, gas, argento); contiguità geografica con gli Stati Uniti; numerosi accordi commerciali preferenziali con 46 Paesi (oltre al NAFTA, quelli con UE e Giappone) e una forza lavoro (46 milioni di persone) giovane, qualificata e relativamente conveniente. Punti di debolezza: iniqua distribuzione della ricchezza; eccessiva dipendenza da asset produttivi collegati a fattori altamente variabili, quali petrolio, rimesse degli emigranti, investimenti esteri, turismo.

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Argomenti: Mercati Emergenti, Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni bancarie, Bond in pesos messicani, Obbligazioni zero coupon, Ratings