Bond Veneto Banca non rimborsato per imposizione di Stato è un “abuso” per Lannutti

Non si placano le politiche dopo la decisione dello Stato di sospendere il rimborso di un bond subordinato Veneto Banca mentre Bruxelles mantiene un profilo basso

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Non si placano le politiche dopo la decisione dello Stato di sospendere il rimborso di un bond subordinato Veneto Banca mentre Bruxelles mantiene un profilo basso

La decisione dello Stato di sospendere “per decreto” il rimborso del bond Veneto Banca da 500 milioni di euro (Veneto Banca: governo sospenderà rimborso bond subordinati) ha determinato una serie di malumori da parte non solo dei risparmiatori ma anche delle associazioni a tutela dei consumatori. Il giorno stesso in cui il governo adottava questa decisione, poi accolta con favore anche dall’Unione Europea (Veneto Banca: perchè il blocca-bond piace all’Europa, ultime news sul salvataggio), Elio Lannutti dell’Adusbef pubblicata una durissima replica sulla sua pagina Facebook.

Riteniamo che per avere un’idea di quello che è avvenuto sia necessario leggere con attenzione l’intervento di Lannutti che qui riproponiamo in modo integrale:

 

Veneto Banca: lo Stato abusando del suo potere, blocca rimborso bond che non aveva considerato analogo a Bond Bpvi

“Il governo invece di risolvere le crisi bancarie, continua a combinare pasticci, abusi e discriminazioni, a seconda della denominazione sociale della banca, abusando del proprio potere e della grande, immensa pazienza dei risparmiatori truffati. Giorni fa per evitare una sorta di default tecnico il governo ha prorogato il termine di scadenza di un bond di Veneto banca di sei mesi, configurando un vero e proprio abuso di potere, arrogandosi il diritto di stabilire che i debiti contratti da privati e tra privati, possono non essere rimborsati alla scadenza, un abuso giuridico, visto che lo Stato su quei particolari debiti non ha alcuna voce in capitolo e visti i prestiti obbligazionari delle banche per oltre 10 miliardi di euro, con garanzia statale.
Non aveva fatto altrettanto, nonostante le richieste, sul rimborso del bond subordinato in scadenza al 31.12.16 per nominali 328,8 milioni di euro emesso nel 2009 (Isin IT0004548258) e convertibile in azioni Bpvi, probabile oggetto di eventuali rastrellamenti speculativi e favoritismi, quando le quotazioni erano ben sotto la pari, nè risposto alle richieste di trasparezna su quanti investitori istituzionali e piccoli risparmiatori furono rimborsati alla pari il 2 gennaio 2017!
Qualcuno per caso conosceva queste decisioni il 31 ottobre 2016 ed ha rastrellato a colpo sicuro a valori vili, quando la Banca Popolare di Vicenza aveva comunicato che: “i possessori di obbligazioni convertibili “Banca Popolare di Vicenza 15.

a Emissione Subordinato Convertibile eur 328.878.663,00 2009-2016″ Cod. ISIN IT0004548258 avranno la facoltà di esercitare il diritto di conversione. Tutte le domande di conversione pervenute saranno regolate entro il 31 dicembre 2016. Le azioni assegnate in conversione agli obbligazionisti avranno godimento dal 1° gennaio 2017, mentre le obbligazioni convertite frutteranno interessi sino al 31 dicembre 2016”?
Un governo di ministri economici mediocri, che dopo aver approvato a proprio insaputa ed a quella di Bankitalia il bail-in, per poter espropriare 130.000 famiglie, continua a decidere alla giornata, senza un piano organico, i destini di primarie banche, di risparmitaori e lavoratori”.

 

La durissima presa di posizione di Lannutti, stride con quelle che sono state le recentissime dichiarazioni della responsabile della supervisione bancaria Bce Daniele Nouy nel corso di una audizione all’Europarlamento. La Nouy, rispondendo alla domanda di un eurodeputato sul salvataggio di Banco Popular, ha lasciato intendere che se una banca non rimborsa il debito allora essa entra in fallimento o è a rischio di fallimento. La responsabile della supervisione bancaria non ha fornito particolari precisi sulle differenze tra il modello di salvataggio spagnolo e quello italiano (banche venete e Monte dei Paschi), dando come l’impressione di volersi mantenere sul vago. L’atteggiamento del commissario è stato inteso da alcuni osservatori come la diretta conseguenza della necessità di mantenere un profilo basso a seguito di quanto avvenuto in Italia proprio con il bond Veneto Banca.

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