Bond Turchia da vendere o comprare con le tensioni USA-Iran?

Il mercato obbligazionario turco potrebbe appena essere ridiventato rischioso per via delle tensioni geopolitiche in corso nell'area. E i segnali d'allarme ci sarebbero già.

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Il mercato obbligazionario turco potrebbe appena essere ridiventato rischioso per via delle tensioni geopolitiche in corso nell'area. E i segnali d'allarme ci sarebbero già.

Il bello e il brutto dei mercati finanziari è che spesso gli scenari mutano così repentinamente da far apparire ridicole le previsioni degli esperti anche solo di qualche giorno prima. E l’obbligazionario in Turchia rischia di dimostrarlo. Partiamo dai dati macro. A dicembre, l’inflazione si è attestata all’11,84%, appena sotto il 12% stimato dal governo.

Poiché la banca centrale a metà dicembre aveva tagliato i tassi d’interesse al 12%, in teoria non disporrebbe più di margini per abbassare ulteriormente il costo del denaro nel breve termine, ma almeno avrebbe segnalato di non avere compiuto il passo più lungo della gamba. E nei prossimi mesi, man mano che la crescita dei prezzi decelerasse, il governatore Murat Uysal avrebbe modo per allentare un altro po’ la politica monetaria.

Bond turchi opportunità o rischio adesso?

Per i bond turchi, sarebbe una buona notizia, quando già hanno registrato cali corposi dei rendimenti nell’ultimo anno, scendendo di quasi 400 punti base al 12,39% per la scadenza a 10 anni e di quasi 700 punti base per quella a 2 anni. Ma la Turchia fa parte di uno scacchiere geopolitico incandescente e lo confermano i fatti di questi giorni. Gli USA hanno ucciso il capo dei pasdaran iraniani, il generale Qassem Soleimani, scatenando le ire di Teheran, che ha annunciato “vendetta” contro il nemico americano per bocca del suo ayatollah Khameini.

La lira turca si è indebolita a un cambio di poco inferiore a 6 contro il dollaro, venerdì scorso, perdendo oltre l’8% rispetto ai livelli di inizio agosto, cioè in appena 5 mesi. Il suo rafforzamento recente aveva contribuito notevolmente a “raffreddare” l’inflazione, mentre era stato il suo collasso nell’estate del 2018 ad averla fatta impennare fino al 25%, costringendo la banca centrale ad alzare i tassi al 24%, provocando il crollo dei prezzi obbligazionari. Ma la geopolitica ci aveva messo del suo, con le tensioni tra Ankara e Washington legate al caso di un pastore americano tenuto prigioniero dalla giustizia turca con l’accusa di terrorismo.

Il fattore geopolitico

Più in concreto, la Turchia è finita nel mirino della Casa Bianca per i suoi legami militari sempre più stretti con la Russia di Vladimir Putin, tant’è che, in barba al fatto di essere un membro della NATO, ne sta acquistando i missili S-400.

Inoltre, fa affari più o meno apertamente con l’Iran in funzione anti-saudita. L’attacco USA di questi giorni mette il presidente Recep Tayyip Erdogan con le spalle al muro: o parteggia con l’America o si schiera con l’Iran (e la Russia). Tentennamenti non sono possibili, altrimenti Donald Trump rievocherà lo spettro delle sanzioni finanziarie contro la Turchia, di cui già il Congresso ne ha chiesto l’introduzione sugli attacchi in Siria condotti contro i curdi.

Per queste ragioni, investire sui bond turchi si mostra rischioso in questa fase, specialmente se lo si fa a scopo speculativo, vale a dire per cercare di rivendere i titoli a prezzi più alti dopo poco tempo e, comunque, prima delle scadenze. Non solo non possiamo escludere che i rendimenti, anziché continuare a scendere, tornino a salire per la fuga dei capitali esteri, ma l’effetto cambio rischia di giocare brutti scherzi.

Se la lira turca s’indebolisse ulteriormente, anche tenendo il prezzo, i bond perderebbero di valore, una volta disinvestiti e il loro capitale riconvertito in euro. Sarebbe opportuno attendere l’evolversi di un quadro geopolitico abbastanza teso, sebbene non sia detto porti a una qualche significativa escalation militare, vuoi perché gli interessi in gioco nel Medio Oriente sarebbero troppi (vedi l’attacco iraniano contro Aramco a settembre), vuoi anche per la volontà di Trump di evitare gravi crisi diplomatiche prima delle elezioni presidenziali di novembre.

E’ “sell-off” sui bond della Turchia sulle sanzioni USA, il peggio deve arrivare

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