Investimenti a rischio con le miniere di carbone

La domanda di carbone sta crescendo, ma la crisi continua a premere sui prezzi. S’impennano i rendimenti delle obbligazioni New World Resources. Occasione d’acquisto o rischio troppo elevato?

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La domanda di carbone sta crescendo, ma la crisi continua a premere sui prezzi. S’impennano i rendimenti delle obbligazioni New World Resources. Occasione d’acquisto o rischio troppo elevato?

Il carbone rimarrà la risorsa principe del nuovo secolo. Lo dicono gli esperti di Peabody Energy, la più grande compagnia al mondo produttrice ed estrattrice di carbone. In uno studio analitico, pubblicato lo scorso dicembre, si sostiene che la domanda mondiale di carbone da qui al 2017 sarà trainata principalmente dalla richiesta di India e Cina. Nel frattempo, però, complice la crisi economica scoppiata nel 2008 e ancora profonda, la domanda resta debole soprattutto in Europa. Il prezzo del carbone, che permane sotto i 100 dollari a tonnellata, si sta infatti trasformando in un incubo per le imprese minerarie. Il problema, in sostanza, è dovuto al fatto che si è sviluppata un’offerta sovrabbondante sul mercato, che sta deprimendo i prezzi a livelli insostenibili per un numero crescente di produttori costretti a ridimensionare le loro attività. In Australia è in atto una vera e propria guerra fra i maggiori player internazionali e i consumatori occidentali, costretti a fare i conti con la crisi dei consumi interni. In Australia, un quarto delle società minerarie lavora in perdita col prezzo del carbone sotto i 100 dollari, mentre le altre guadagnano poco. Ma anche in Europa, le cose non vanno  bene, con il leader dell’Europa Centrale New World Resources  alle prese con un impegnativo piano industriale che prevede dismissione di assets, chiusura di miniere in centro Europa e contenimento dei costi, dopo aver rivisto già un anno fa le stime sugli utili.

 

Aumento di capitale in arrivo per New World Resources

 

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In attesa che New World Resources (NWR) renda noto il prossimo 13 febbraio  i risultati preliminari dell’esercizio 2013, i vertici aziendali hanno messo in guardia gli investitori circa una prossima revisione della struttura del capitale. Dopo aver venduto con successo  gli impianti minerari OKK Koksovny lo scorso mese di dicembre per 95 milioni di euro, aver chiuso altri siti estrattivi in Repubblica Ceca e Polonia, rinegoziato i contratti coi minatori, NWR si appresta ora a rafforzare il patrimonio. Le perdite al 30 settembre ammontavano a 195 milioni di euro a causa del crollo del 31% dei ricavi (634 milioni di euro) rispetto all’anno prima, per cui si renderà necessario e urgente puntellare il bilancio. La compagnia si attende inoltre un peggioramento del quadro finanziario con un significativo calo delle riserve di carbone a causa del prezzo della materia prima che permane debole. In questo contesto, BXR Group, il fondo maggiore azionista di NWR si è già detto disponibile a sostenere un aumento di capitale, anche alla luce del mancato rinnovo di una linea di credito da 100 milioni di euro (non utilizzata) in scadenza a febbraio. A livello di conto economico, al 30 settembre la società aveva disponibilità liquide per 149 milioni di euro ai quali si aggiungeranno altri 95 milioni derivanti dalla vendita di OKK. Il debito lordo, quasi totalmente costituito da obbligazioni, è pari a 825 milioni di euro.

 

Obbligazioni NWR  in picchiata su timore ristrutturazione del debito

 

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Non è ancora chiaro se nel processo di revisione della struttura del capitale di NWR verranno coinvolti anche gli obbligazionisti oppure no. Le recenti operazioni a livello industriale hanno permesso alla società di rivedere i covenats sul debito che prevedono un requisito minimo di cassa pari a 80 milioni di euro e questi non saranno testati nuovamente fino al 30 settembre 2014. Certo è che alla notizia con contestuale nomina di Blackstone Group International Partners LLP come advisor incaricato a rivedere la struttura patrimoniale di NWR, le azioni sono precipitate del 20% in borsa, seguite a ruota dai bond. Il bond New World Resources 7,875% 2018 (Isin XS0504814509) è scivolato sotto il 60% del valore nominale con un rendimento che supera il 23% a scadenza, mentre il bond da 275 milioni collocato appena un anno fa, con scadenza 2021 e stessa cedola (Isin XS0877986231), è arrivato a 18% e offre ora un rendimento del 73%. La differenza abissale di rendimento fra le due emissioni (rating B- e CCC+ rispettivamente per Standard & Poor’s) è dovuta al fatto che il bond con scadenza più breve è senior secured, cioè assicurato direttamente dalle proprietà del gruppo minerario, mentre l’altro non gode di alcuna garanzia. [fumettoforumright]Lo scenario peggiore (default) – secondo gli analisti di S&P  – potrebbe prevedere un recovery compreso fra il 5 e il 10% del valore nominale per quest’ultimo, mentre  per il senior secured si tratterebbe di una perdita compresa fra il 30 e il 40% del valore nominale. L’outlook degli analisti sul debito di NWR rimane negativo e strettamente condizionato dall’andamento dei prezzi di vendita del carbone e dalle capacità della società di sostenere i costi del debito (65 milioni all’anno), benché non vi siano importanti scadenze prima del 2018. Per il 2014, NWR prevede di vendere il proprio carbone al prezzo medio di 54 euro per tonnellata, 4 centesimi in meno rispetto al 2013, per un quantitativo di 9-9,5 milioni di tonnellate.

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Argomenti: Obbligazioni High Yield, Obbligazioni societarie