Bond Thomas Cook, crollo verticale e panico tra i viaggiatori: ecco cosa succede al tour operator

Bond e azioni Thomas Cook crollati sul mercato secondario dopo l'ennesimo profit warning. La società delle vacanze UK rischia grosso e a volere scommettere ci si porta a casa un rendimento annuale anche del 50%.

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Bond e azioni Thomas Cook crollati sul mercato secondario dopo l'ennesimo profit warning. La società delle vacanze UK rischia grosso e a volere scommettere ci si porta a casa un rendimento annuale anche del 50%.

Ci credereste se vi dicessimo che una società britannica, quotata alla Borsa di Londra, offre per il suo bond in euro della durata di poco più di 4 anni un rendimento superiore al 40%? Sembra fantascienza, eppure è il dramma che ha colpito Thomas Cook, il tour operatore considerato l’inventore del turismo moderno e che ogni anno fa viaggiare oltre 20 milioni di persone nel mondo.

Nella sola seduta di ieri, l’obbligazione 15 luglio 2023 (ISIN: XS1733231663) ha perso il 40% del suo prezzo, crollando a meno di 32, quando il suo valore nominale è 100. Quindi, chi lo avesse acquistato confida di maturare una plusvalenza pari a quasi il 215% alla scadenza, nonché di incassare una cedola annua superiore al 10% dell’investimento effettuato, pur essendo nominalmente del 3,875%.

Che cos’è successo? Per la terza volta in meno di un anno, la scorsa settimana la società ha lanciato un “profit warning”, comunicando per la prima metà dell’anno fiscale una perdita da 1,5 miliardi di sterline, di cui per 1,1 miliardi dovuta alla svalutazione di My Travel, l’attività con cui si è fusa nel 2017. E non sono bastati la chiusura di 566 agenzie e il taglio di 150 dipendenti all’ufficio di Petersborough. Anche la Brexit si sarebbe messa di mezzo, secondo il ceo Peter Frankhauser, inducendo i vacanzieri a rinviare le ferie e aumentando le incertezze nei mesi appena trascorsi.

Brexit, anche i bond Thomas Cook vanno giù

Rendimenti stellari da default

Sebbene Thomas Cook sia solita riportare perdite nella prima metà dell’anno, stavolta sono andate oltre le previsioni e per giunta le prospettive sono state annunciate inferiori alle aspettative anche per il resto dell’anno, anche per effetto dell’aumento del prezzo del carburante e delle tariffe degli hotel. E così, se anche prima della stagione invernale si era assicurata un prestito da 300 milioni, le azioni non hanno bevuto le rassicurazioni e sono precipitate dai 140 pence di un anno fa ai 10 di ieri.

I viaggiatori contattano Thomas Cook, presi dal panico di perdere le prenotazioni già effettuate, anche se la società rassicura che i loro diritti saranno garantiti dalla Air Travel’s Organiser’s Licence e che le banche e i principali azionisti si siano impegnati a garantirle la liquidità necessaria, tra l’altro pattuendo proprio in questi giorni un finanziamento aggiuntivo dopo quello invernale, teso a irrobustire la liquidità durante la stagione estiva.

Il bond 2022 con cedola 6,25% (ISIN: XS1531306717) mostra un timido tentativo di recupero, anche se la distanza tra denaro e lettera segna un incredibile 12,4%, prova che chi compra è disposto a farlo a prezzi nettamente inferiori a quelli pretesi dall’offerente. L’ultima quotazione dava 46,71, per cui il rendimento superava il 50%. Stiamo parlando di numeri da default, anche se dobbiamo precisare che non stiano impattando sui costi di rifinanziamento della società, trattandosi di mercato secondario. Certo, a queste condizioni Thomas Cook non sarebbe più in grado di emettere obbligazioni e, infatti, sta rivolgendosi alle banche e agli azionisti per ottenere ulteriore cash. Ad ogni modo, se riuscisse a superare questa crisi, sarebbe un ottimo affare per quanti al momento abbiano trovato il coraggio di comprare bond a prezzi stracciati. Basterebbe anche solo attendere la scadenza per ottenere una remunerazione impensabile in situazioni ordinarie.

Obbligazioni high yield, Thomas Cook 6,25% 2022 

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