Bond Sudafrica: i rendimenti calano, ma l’economia arranca

Il Sudafrica colloca nuovi bond decennali al 4,9%. Rand sempre più debole e rating a rischio

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Il Sudafrica colloca nuovi bond decennali al 4,9%. Rand sempre più debole e rating a rischio

L’economia del Sudafrica è in difficoltà. L’ultimo dei paesi emergenti che si è aggiunto al club dei BRIC non emerge più, è entrato in una lunga crisi, partita dal lontano 2008 quando i mercati finanziari mondiali crollarono. Primo esportatore al mondo di oro e metalli preziosi, il Sudafrica ha visto il proprio debito pubblico salire a dismisura e la valuta locale, il rand sudafricano (ZAR), perdere consistentemente valore nei confronti del dollaro USA (-120% in cinque anni). Alla base di tutto c’è stato il crollo prolungato dell’export verso i paesi occidentali e l’esplosione dell’inflazione interna. Il calo dei proventi minerari si deve anche al fatto che negli anni ruggenti i minatori hanno ottenuto concessioni salariali generose. Nel 2014 uno sciopero ha bloccato per settimane l’estrazione del platino, costringendo i gruppi a sfiorare la produzione in perdita: per il 2016 i minatori minacciano di fare lo stesso con l’oro.  

Bond Sudafrica in dollari rendono 4,9%

  Questo scenario negativo non ha mancato di incidere sui rendimenti dei bond del Sudafrica in dollari (USD) che, sul tratto decennale, hanno toccato il 6% lo scorso mese di gennaio, salvo poi restringersi in queste ultime settimane. Il che ha permesso al governo di poter collocare un nuovo titolo decennale offrendo uno yield del 4,9%. Più precisamente, il Sudafrica ha venduto a investitori istituzionali una nuova obbligazione da 1.250 milioni di dollari con cedola 4,875% (codice ISIN US836205AT15) sfruttando il momento di relativa calma dei mercati obbligazionari confidando altresì nella conservazione del rating “investment grade” da parte delle agenzie internazionali, nonostante una previsione di crescita economica debole per il 2016 (0,8% del pil). Il costo del debito pubblico sudafricano resta comunque elevato, soprattutto sulla parte lunga della curva dove i rendimenti dei titoli di stato in valuta locale superano il 10%.

 

Bond Sudafrica, il giudizio degli analisti di Moody’s

  Moody’s ha confermato lo scorso mese di dicembre il giudizio sul Sudafrica a Baa2, ma ha peggiorato da stabile a negativo l’outlook sull’economia del Paese. L’agenzia di rating ha motivato la decisione con le deboli prospettive di crescita del Sudafrica, a causa della sofferenza del settore minerario (sul costante declino dei corsi delle materie prime), e i crescenti rischi per il bilancio fiscale. A peggiorare la situazione incertezze politiche e carente sviluppo di infrastrutture. Nel terzo trimestre il Sudafrica ha evitato la recessione per un soffio, registrando una crescita del Pil dello 0,7% rispetto al precedente contro l’1,0% del consensus di Bloomberg. Risultato migliore rispetto all’1,3% di declino registrato nel secondo trimestre che ha evitato al Sudafrica, per ora, la seconda recessione in sei anni. Su base annuale il progresso è stato dell’1,0% contro attese degli economisti per una lettura invariata rispetto all’1,3% di crescita del trimestre precedente. Secondo le stime della South African Reserve Bank, l’istituto centrale di Pretoria, nell’intero 2015 il progresso del Pil dovrebbe attestarsi all’1,4% comunque nella peggiore performance proprio dalla recessione del 2009.

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