Bond subordinati Mps: gli investitori retail peferiscono vendere piuttosto che convertire

Dagli sportelli delle banche non arrivano consigli a convertire i bond Mps in azioni e i piccoli risparmiatori vendono. Ma chi compra a questi prezzi forse ci guadagna

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Dagli sportelli delle banche non arrivano consigli a convertire i bond Mps in azioni e i piccoli risparmiatori vendono. Ma chi compra a questi prezzi forse ci guadagna

Gli investitori retail dei bond subordinati Banca Mps vendono allo sportello. Gli uffici titoli e le agenzie di Banca Mps che stanno contattando uno per uno i detentori di obbligazioni subordinate Mps 2008-2018 interessate fino al 21 dicembre all’offerta lanciata dalla banca per la conversione in azioni nell’ambito dell’aumento di capitale non ne vogliono sapere di diventare azionisti.

E’ l’effetto del terrorismo psicologico innescato dai media che, senza sapere nulla di quanto sta accadendo realmente a Siena, dipingono uno scenario catastrofico al servizio della speculazione. Ma è anche responsabilità di chi sta allo sportello bancario che non sa e probabilmente non può nemmeno consigliare l’investitore sul da farsi dovendo sottostare a specifiche direttive. Così, la cosa più semplice, quella che implica minori responsabilità da parte di chi ha permesso o consigliato la sottoscrizione delle obbligazioni subordinate Upper Tier II 2018 da 2,16 miliardi di euro nel 2008, è quella di fare in modo che la banca si liberi di una patata bollente. Soprattutto dopo che la Consob ha autorizzato per i piccoli risparmiatori la possibilità di convertire i bond in azioni in deroga ai principi della MiFid. La banca, infatti, pur in presenza di manleva sottoscritta dal obbligazionista ad agire in favore della conversione delle obbligazioni in azioni, resta sempre responsabile della sottoscrizione di uno strumento finanziario che potrebbe finire in disgrazia. In caso di vendita, però, se ne laverebbe le mani.

Investitori retail disinformati e “spinti” a vendere

Ma, dati alla mano, i bond 2018 in possesso di oltre 40.000 risparmiatori retail valgono oggi meno del 60% del valore nominale con un rendimento che supera il 35% a scadenza. Così come quelli in mano agli investitori istituzionali quotati su EuroTLX, che scambiano meno del 55% del nominale. La domanda che ci si pone, a questo punto, è: cosa conviene fare a questi prezzi? Detenere bond o azioni? Secondo gli esperti di Credit Suisse, con o senza intervento dello Stato, la sostanza non cambierebbe di molto, poiché il valore dei bond non potrebbe essere azzerato da parte dell’emittente e le azioni che gli obbligazionisti volente o nolente riceveranno in cambio potrebbero rappresentare un buon investimento. Entro il 31 dicembre Mps sarà ricapitalizzata – sostengono gli analisti svizzeri – e saranno scaricati Npl lordi per oltre 27 miliardi di euro. la banca sarà quindi risanata e messa in sicurezza secondo i requisiti imposti dalla Bce.

Chi compra obbligazioni subordinate Mps e perchè

La seconda domanda che ci si pone è: chi acquista le obbligazioni che il retail vende allo sportello. Essendo il bond Mps 2008-2018 scambiabile solo su piattaforma dedicata di Mps Capital Services che ne garantisce la liquidità, è logico presupporre che dietro le quinte ci siano avveduti fondi e investitori che a questi prezzi sanno di poter raccogliere con profitto, anche in caso di conversione forzata di bond in azioni. Quindi, tirate le dovute conclusioni, meglio che l’investitore retail converta il bond di sua spontanea volontà piuttosto che venderlo facendolo convertire ad altri. Vale la pena ricordare, infatti, che gli istituzionali hanno già dato la loro disponibilità a convertire obbligazioni subordinate Mps per oltre 1 miliardo di euro, che altri investitori istituzionali si stanno adoperando per aggiungersi alla platea e che il bond retail rappresenta quasi la metà dell’intero progetto di conversione dei bond subordinati emessi da Mps.

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Argomenti: Banca MPS, Obbligazioni subordinate

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