Bond subordinati MPS: 8 emissioni a rischio azzeramento con bail in

L'ultima beffa per gli investitori MPS potrebbe arrivare, in modo indiretto, dalla famigerata acquisizione di Antonveneta. Ma si tratta comunque di uno scenario al limite

di Enzo Lecci, pubblicato il
L'ultima beffa per gli investitori MPS potrebbe arrivare, in modo indiretto, dalla famigerata acquisizione di Antonveneta. Ma si tratta comunque di uno scenario al limite

La storia, anche se si parla di obbligazioni, rischia di presentare il suo salato conto dopo tanti anni. E’ questo ciò che potrebbe avvenire in casa Monte dei Paschi con il bond subordinato 2008/2018 che fu all’epoca emesso al servizio di quell’acquisizione di Antonveneta che sarebbe poi finita sul banco degli imputati nel processo sulla crisi di MPS. In caso di bail in, infatti, proprio il bond subordinato 2008/2018 (assieme ad altri 7 titoli subordinati emessi dal Monte dei Paschi) correrebbe il rischio di essere azzerato.

Un tempo strumento per realizzare alti rendimenti, oggi i bond subordinati con le nuove norme sul bail-in si sono trasformati in una trappola. La normativa, infatti, stabilisce, che in caso di risoluzione, il valore di titoli possa essere addirittura azzerato nel momento in cui le azioni in affiancamento agli altri strumenti di capitale non siano sufficienti per coprire le perdite.

 

Bond subordinati MPS: il caso dell’obbligazione 2008/2018

Complessivamente l’ammontare dei bond subordinati di MPS che ad oggi sono in circolazione è pari a 5 miliardi di euro (su un totale riferibile alle banche italiane, stimato, attorno ai 65 miliardi) mentre i risparmiatori che hanno comprato queste obbligazioni sono alcune decine di migliaia, molti di più dei titolari dei bond subordinati delle 4 banche salvate a fine anno dal governo.

Nel caso del bond subordinato 2008/2018, nello specifico, i sottoscrittori furono soprattutto piccoli correntisti attratti dal taglio decisamente contenuto dell’emissione. Il taglio minimo di 1000 euro, infatti, invogliò molti piccoli clienti Mps a investire in questo titolo. La banca, dal canto suo, all’epoca ricorse proprio al taglio piccolo per spingere all’acquisto. A distanza di tanti anni, però, il bilancio di quell’investimento è impietoso. All’epoca dell’emissione, infatti, quell’obbligazione valeva 2,164 miliardi di euro mentre oggi è scambiata a 63-65 centesimi contro i 100 dell’emissione.

Il bond subordinato a servizio dell’acquisizione di Banca Antonveneta fu il solo rivolto alla clientela retail visto che le altre emissioni, comunque a rischio, avevano un profilo istituzionale. Per farla breve, avendo un taglio minimo di 50mila euro, è ovvio che tali prestiti obbligazionari non venissero sottoscritti dagli investitori comuni ma solo dai grandi istituzionali.

E’ proprio per questo motivo che la preoccupazione degli investitori si sta concentrando tutta su quel bond lanciato per supportare l’acquisizione di Banca Antonveneta. Se proprio questo titolo subisse le conseguenze del bal in, sarebbe un duro colpo per l’immagine del sistema bancario italiano.

Si tratta di uno scenario da tenere in debita considerazione ma che non deve essere neppure sopravvalutato visto che Monte dei Paschi e il governo italiano sono impegnati a trovare una soluzione all’origine di tutti i problemi ossia alla questione dei crediti deteriorati (MPS “ripulita” nel mirino di altre banche italiane? Le indiscrezioni spingono gli acquisti).

 

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Argomenti: Banca MPS, Obbligazioni subordinate

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