Bond: spunti dall’Africa, T-bill nigeriani e bond locali ghanesi,

Commento sulle opportunità di investimento in Africa a cura di Erik Renander, gestore del fondo HI Africa Opportunities, Hedge Invest Sgr

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Commento sulle opportunità di investimento in Africa a cura di Erik Renander, gestore del fondo HI Africa Opportunities, Hedge Invest Sgr

Le ultime settimane sono state difficili per i mercati africani. L’indice azionario sudafricano ha perso il 7,1% e il DJ Titans Africa Index USD è sceso del 7,2%, solo nel mese di ottobre. Rimaniamo molto preoccupati visti i risultati sugli utili aziendali che sono stati pubblicati. La crescita è molto debole e i dati sembrano indicare un rallentamento. In generale, occorre essere pazienti e aspettare di ricomprare le aziende migliori a prezzi più bassi, dato che ora sono ancora troppo elevati. Ciò detto, non mancano opportunità interessanti nel continente, come i rendimenti offerti dai Titoli di Stato in valuta locale.

Un esempio sono i T-bill nigeriani. I rendimenti a un anno sono tornati al 16% dal 12% all’inizio dell’anno. Il governatore della banca centrale nigeriana ha aumentato i tassi per attrarre gli investitori stranieri e stabilizzare le riserve. Abbiamo già investito in questi bond e ora vogliamo aumentare la nostra esposizione. Anche i bond locali del Ghana, che offrono un rendimento del 19%, risultano interessanti. Le misure che sono state pianificate e già messe in atto dal Governo e dalla banca centrale sono incoraggianti. I tassi più elevati hanno stabilizzato la valuta e l’inflazione è sotto controllo. Da un massimo del 19% nel 2016, l’inflazione è scesa al 10% nel 2018. Il deficit di bilancio sta scendendo gradualmente, passando dal 8% nel 2017 al 5% nel 2019. La crescita del Pil dovrebbe essere del 5,4% nel 2018 e del 5% nel 2019.

Il Governo inoltre sta cercando di stimolare il settore manifatturiero e ha incoraggiato sia Volkswagen che Sino Truck ad aprire impianti di assemblaggio in Ghana. Il Governo sta anche promuovendo la digitalizzazione dell’economia, fornendo a ciascun cittadino una carta di identità biometrica, creando processi sempre meno basati su scambi cartacei per i porti, registrando digitalmente i possedimenti terrieri – cosa che sta aiutando nell’erogazione di prestiti e mutui – e richiedendo che tutti i pagamenti governativi siano fatti attraverso un trasferimento di fondi elettronico, con migliori possibilità di monitoraggio. In settembre S&P ha alzato il rating del Ghana da B- a B: è stato il primo upgrade del Paese in 10 anni.

Un ulteriore segnale positivo per il continente africano è arrivato dalla conferenza degli investitori in Sudafrica tenutasi a fine ottobre. Nonostante i dati economici del Paese siano stati deludenti, il discorso di apertura del Presidente Ramaphosa è stato incoraggiante in merito al miglioramento delle prospettive a lungo termine. Rivolgendosi agli investitori, Ramaphosa ha anche affermato: “Una cosa che ho imparato è il concetto delle tre E: Education, Entrepreneurship and Efficient government – educazione, imprenditorialità, efficienza di governo. Ci siamo abituati a trattare male i nostri imprenditori e a chiamarli con qualsiasi tipo di appellativo, ma questo oggi deve finire”. Sono parole molto importanti dopo i passati 10 anni e l’amministrazione ‘anti-business’ del Presidente Zuma. I discorsi non basteranno a migliorare l’economia sudafricana, ma si tratta di un buon punto di partenza.

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Argomenti: Mercati Emergenti