Bond: spread torna verso 300 pb, stallo Ue-Italia

Lo spread Btp Bund torna a ridosso di quota 300. Sui rendimenti dei Btp pesa sempre lo scontro Italia UE sulla manovra di bilancio

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Lo spread Btp Bund torna a ridosso di quota 300. Sui rendimenti dei Btp pesa sempre lo scontro Italia UE sulla manovra di bilancio

A circa metà seduta, lo spread Btp/Bund è in allargamento a poca distanza dai 300 punti base, e tratta ora a 296,349 pb. A mettere pressione sui titoli di Stato italiani sono stati da un lato i deboli dati emersi dal Pmi manifatturiero servizi dell’Italia e dall’altro i segnali in arrivo dalla due giorni Eurogruppo-Ecofin a Bruxelles, dove non ci sono stati segnali di avvicinamento tra Italia ed Europa sulla manovra 2019.

Nessuna delle parti sembra intenzionata ad arretrare dalle proprie posizioni. In particolare, spiega Petko Mikov, research analyst di Marzotto Investment House, “l’Europa non fará marcia indietro facilmente perchè da un lato c’è in gioco la sua credibilitá, in quanto un deterioramento strutturale dello 0,8% del Pil nel deficit del prossimo anno è semplicemente eccessiva per poter essere ignorata. Dall’altro lato, ci potrebbero essere deviazioni fiscali in altri stati se all’Italia fosse concesso di deviare in modo sostanzioso senza ripercussioni”. In questa partita, prosegue l’esperto, la Commissione Europea, “ha giá mostrato determinazione mettendo piede in un territorio inesplorato richiedendo un bilancio rivisitato per la prima volta”.

Da parte loro, il ministro delle Finanze Giovanni Tria e altri membri dell’esecutivo hanno ribadito a piú riprese che il governo non intende fare marcia indietro sulla manovra finanziaria 2019. Secondo Mikov, un arretramento del governo Conte è improbabile per “l’elevata popolaritá dei partiti nel paese, con i sondaggi che suggeriscono un supporto del 62-63% dei voti per le due formazioni ed una maggioranza degli italiani condivide l’approvazione del bilancio”. Inoltre, prosegue l’esperto, “esiste il rischio di una crisi politica se i partiti di maggioranza capitolano di fronte alle richieste della Commissione Europea”. Infatti, un passo indietro “fomenterebbe le giá forti tensioni politiche all’interno della coalizione, mettendo a rischio l’approvazione del bilancio 2019, con molti Euroscettici che voterebbero contro, probabilmente portando ad una rottura della coalizione”.

La diffusione dell’indice Pmi servizi di ottobre dell’Italia, in territorio di contrazione a 49,2 punti, ha portato ad una escursione del differenziale in area 294 punti base. “E’ una nuova doccia fredda sullo stato di salute dell’economia italiana”, commenta un operatore a MF-Dow Jones, “che rende molto improbabile sperare in una ripresa della crescita nell’ultimo trimestre 2018”. Ogni dato negativo sul trend di espansione economica dell’Italia “rende piú difficile il percorso dell’esecutivo e il successo dei suoi piani di bilancio”, spiega l’esperto, sottolineando come la lettura negativa di ottobre sia arrivata da un comparto che “negli ultimi mesi si era mostrato piú resistente, anche nel resto dell’Eurozona”.

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Argomenti: Btp