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Bond: spread torna a 200 pb, focus resta su Francia

Le elezioni politiche in Francia tengono i mercati col fiato sospeso. Spread in allargamento e Btp a 10 anni al 2,38%

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Le elezioni politiche in Francia tengono i mercati col fiato sospeso. Spread in allargamento e Btp a 10 anni al 2,38%

La Francia tiene in scacco i mercati obbligazionari. Non si allentano le tensioni sullo spread Btp/Bund che ha avviato la seduta in leggero allargamento tornando a quota 200 punti base. Il differenziale tratta ora a 201 pb rispetto alla chiusura di ieri a 197.

Sui Btp pesano le incertezze politiche, i timori di declassamento del rating dell’Italia e il botta e risposta tra Roma e Bruxelles sui conti pubblici del Paese. Il rendimento del Btp a 10 anni è al 2,38%.

Non è difficile immaginare” che le questioni politiche francesi e i sondaggi sulle presidenziali di Parigi resteranno il driver primario dell’obbligazionario dell’Eurozona almeno fino alla fine della settimana”, fanno poi notare gli strategist di Unicredit. Gli esperti ricordano che mancano ancora due mesi al primo turno di votazioni e tante cose quindi possono ancora cambiare nella corsa all’Eliseo. Pertanto sará difficile assistere a una riduzione di volatilitá sugli spread del Vecchio Continente nel prossimo futuro.

Tornano le preoccupazioni per la Grexit

I problemi non riguardano però solo l’Italia e la Francia. Dal Fondo Monetario Internazionale è arrivato un nuovo monito sulla situazione greca. Per l’Fmi Atene rischia ancora una volta di uscire dall’euro, con le trattative tra il Paese ellenico e i creditori internazionali in fase di stallo. Inoltre il Fondo non intende partecipare al piano di salvataggio se prima le varie controparti non si accorderanno su revisione economiche molto piú profonde e su una sostanziale riduzione del debito che resta “altamente insostenibile”. Le prospettive di crescita inoltre non possono migliorare senza un taglio delle passivitá di Atene e senza riforme sulle pensioni e sul sistema fiscale.

In calo la produzione industriale spagnola

Dal fronte macro infine non sono arrivate notizie confortanti stamattina.

La produzione industriale spagnola è calata dello 0,5% a livello mensile mentre è cresciuta dell’1,9% su base annuale a dicembre. Il dato tendenziale ha deluso nettamente il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura più solida, con un incremento del 2,8% a/a. A novembre il dato era salito dell’1,5% su base congiunturale mentre era aumentato del 2,8% a livello tendenziale.

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