Bond: spread si calma dopo allargamento di ieri

Il differenziale di rendimento fra Btp e Bund torna sotto quota 140 bp. Andamento incerto in balia della politica italiana

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il differenziale di rendimento fra Btp e Bund torna sotto quota 140 bp. Andamento incerto in balia della politica italiana

Lo spread Btp/Bund tratta in leggera contrazione a 140,28 punti base dopo l’allargamento di ieri, con il differenziale che ha chiuso sopra quota 140 pb a 141,957 pb. Le affermazioni del leader della Lega, Matteo Salvini, che non ha escluso a prescindere un’alleanza con il Movimento 5 Stelle, “hanno prodotto un’ondata di prese di beneficio sui Btp e hanno accentuato il passivo del Ftse Mib ieri. In realtá l’apertura di Salvini era in risposta ad una domanda generica, e costituiva piú una chiusura agli sconfitti (leggi Pd) che non un messaggio preciso a Di Maio“, rassicura Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners.

Gli analisti di Commerzbank si aspettano che il rendimento del Bund resti stabile nella seduta odierna e ritengono improbabile che i dati macroeconomici Usa impattino in maniera significativa sul costo di finanziamento del decennale di Berlino. Per gli esperti di Kbc Bank invece i segnali da colomba lanciati ieri dalla Banca centrale europea dovrebbero alimentare lo slancio del Bund in attesa delle aste odierne di titoli di Stato francesi e spagnoli.

Il capo economista della Banca centrale europea, Peter Praet, “generalmente tra le più colombe all’interno del board, ha detto che la guidance sui tassi di interesse diventerà il principale strumento di politica monetaria. Sarà, quindi, necessario specificarela meglio e spiegare ai mercati cosa la Bce intende con ben oltre la fine degli acquisti. Praet ha indicato che l’Istituto dovrà monitorare la reazione della curva dei rendimenti dopo l’annuncio della fine degli acquisti. È quindi possibile che modifiche alla guidance siano introdotte solo dopo l’annuncio formale sulla fine degli acquisti, annuncio che riteniamo arriverà al più tardi a luglio“, affermano gli economisti di Intesa Sanpaolo.

Gli esperti evidenziano inoltre come Praet abbia spiegato che nonostante siano stati fatti notevoli progressi, la Bce è ancora in un certo senso lontana dal raggiungimento dell’obiettivo del 2%. “Sarà opportuno aggiustare la politica monetaria a piccoli passi e in modo più graduale rispetto a uno scenario in cui la Banca centrale ha idea di quella che potrebbe essere la reazione dei mercati“, concludono gli economisti.

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Argomenti: Btp