Bond sicuro e cedola effettiva all’1%, ecco l’investimento al riparo dai rischi

Emissioni obbligazionarie sovranazionali con rating "AAA" e rendimenti più allettanti di quanto pensiamo. Ecco il caso dei bond di EFSF, il Fondo salva-stati europeo.

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Emissioni obbligazionarie sovranazionali con rating

Questa settimana, il European Financial Stability Fund (EFSF), il Fondo salva-stati europeo, ha emesso un bond in scadenza nel gennaio 2050 e con cedola 0,70% (ISIN: EU000A1G0EG5) per il controvalore nominale di 3 miliardi di euro, a un prezzo di poco sotto la pari, esitando un rendimento dello 0,756%.

Ieri, l’obbligazione risultava già salita appena sopra la pari, per cui il rendimento scendeva in area 0,70%, lo stesso livello della cedola. Può sembrare pochissimo per un investimento a 30 anni e lo è. Tuttavia, parliamo di un titolo con rating “AAA”, visto che l’emittente è un ente sovranazionale e garantito dai 19 stati membri dell’Eurozona. Il suo merito creditizio è determinato da quello più alto assegnato dalle agenzie internazionali ai suoi azionisti, vale a dire a Germania, Olanda e Lussemburgo.

Ad ogni modo, le obbligazioni del fondo rendono a premio rispetto ai Bund di pari durata. Il trentennale tedesco, ad esempio, riconosce al momento meno dello 0,30%, per cui qui stiamo parlando di un rendimento “extra” dello 0,40% all’anno, pari al 12% cumulato in 30 anni.

E il bond emesso in settimana non è l’unico per l’EFSF. Sul mercato secondario ne troviamo un altro a lunga scadenza: l’obbligazione febbraio 2045 e cedola 1,20% (ISIN: EU000A1G0DD4). Essendo stato emesso nel 2015, quando i rendimenti di mercato erano un po’ più alti di oggi, offre un tasso fisso nettamente superiore allo 0,70% di cui sopra. Tuttavia, la quotazione del titolo si colloca in questi giorni a poco meno di 115, per cui la cedola effettiva, cioè rapportata al valore dell’investimento, scende all’1,05%.

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Bond EFSF più generosi dei Bund

In altri tempi, avremmo detto che si trattasse di miserie, ma oggi come oggi percepire un tasso annuo pari all’1% effettivo non sembra affatto male. Attenzione, il rendimento alla scadenza scende a un più magro 0,55%, visto che alla data fissata per il rimborso si otterrebbe un pagamento di circa il 13% inferiore all’investimento oggi effettuato. Comunque, anche in questo caso il bond rende a premio sul Bund a 25 anni di circa lo 0,35% all’anno, quasi il 9% cumulato.

Questo spread ci segnala che vi sarebbero margini di miglioramento dei prezzi o che almeno questi potrebbero reggere nei prossimi mesi o anche per qualche anno. Se così fosse, potremmo anche ipotizzare un disinvestimento a quotazioni non inferiori rispetto ad oggi, avendo nel frattempo incassato una cedola relativamente elevata.

Attenzione, il discorso varrebbe per il breve termine, cioè da qui a un anno (o poco più) al massimo, perché è evidente che nel prosieguo i prezzi dovranno scendere, avvicinandosi i bond alle rispettive scadenze. Ma con tassi attesi bassi ancora a lungo e varie tensioni geopolitiche e anche finanziarie in potenza nel mondo, non possiamo escludere un nuovo rally obbligazionario, similmente a quanto accaduto nell’estate scorsa, quando ben 17.000 miliardi di dollari di titoli sono arrivati a rendere meno di zero. E i bond di EFSF posseggono un “cuscinetto” con cui ammortizzare i cali delle quotazioni, dato proprio dagli spread con i Bund. A parità di rating e non essendovi alcun dubbio sulla sua solvibilità, non si capisce perché mai il fondo debba continuare a remunerare più del governo tedesco chi gli presta i capitali sui mercati.

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