Bond: scarsi volumi, occhi puntati su messaggio Bce

La Bce dovrebbe confermare la fine del Qe il 31 dicembre, "ma cresce il focus sulla necessitá di mantenere adeguati livelli di liquiditá

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La Bce dovrebbe confermare la fine del Qe il 31 dicembre,

Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 286,838 punti base rispetti ai 285,552 pb della chiusura di ieri. C’è “un contesto di drastico calo dei volumi, dopo che ieri il Btp future decennale ha scambiato circa 52.000 contratti, meno della metá della media degli ultimi 15 giorni”, sottolinea Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim, secondo cui “a supportare lo spread anche l’assenza di pressioni dal lato dell’offerta, dopo la consueta cancellazione delle aste di dicembre da parte del Mef”.

Inoltre, continua l’esperto, “gli operatori sono in attesa della riunione Bce di giovedì, da cui arriveranno importanti dettagli su come Draghi intenderá orientare i reinvestimenti di bond in scadenza nel 2019, alla luce anche della recente revisione delle capital key”. La Banca discuterà delle “prospettive meno favorevoli per la crescita, dell’inflazione core che non riesce a consolidare una traiettoria ascendente e del diffuso nervosismo sui mercati finanziari”, aggiunge Alberto Biolzi, Responsabile Direzione Wealth Management di Cassa Lombarda. L’esperto sottolinea come “nonostante questo contesto, il Consiglio Direttivo annuncerá la fine del Qe, argomentando i progressi conseguiti sinora nel sostenere la crescita economica”.

Tuttavia gli analisti ritengono che la Bce “manterrá condizioni finanziarie molto accomodanti e dovrebbe precisare la sua forward guidance sui reinvestimenti dei titoli in scadenza”. Inoltre, l’autoritá monetaria comunicherá le sue previsioni macroeconomiche aggiornate, “che mostreranno verosimilmente una revisione al ribasso della crescita del Pil per il 2019 e il 2020 rispettivamente dall’1,8% e dall’1,7% a un intervallo atteso compreso tra 1,5% e 1,7%”, conclude l’analista.

La Bce dovrebbe confermare la fine del Qe il 31 dicembre, “ma cresce il focus sulla necessitá di mantenere adeguati livelli di liquiditá nel sistema economico nel futuro prossimo”, confermano gli esperti del team gestionale di Anima Sgr. A questo proposito, tra le misure allo studio, sottolineano gli esperti, “la Bce sta valutando un’altra asta di liquiditá che consenta di smussare lo scalino che potrebbe materializzarsi a metá del 2020, creando problemi alle banche europee”. Da un certo punto di vista, concludono da Anima, “se la Bce sta proseguendo lungo un percorso di normalizzazione, al contempo intende adottare delle misure che possano ridurre l’effetto restrittivo sulle condizioni finanziarie, mantenendo un elevato grado di supporto al mercato e all’economia”.

La Banca centrale europea “dovrá valutare le implicazioni della recente debolezza dei dati economici e delle turbolenze dei mercati sulla sua propria politica monetaria. I commenti dei membri della Bce suggeriscono che la narrativa della crescita è ancora fondamentalmente intatta. Nella conferenza stampa dovrebbe prevalere un tono accomodante, a sottolineare come il corso futuro della politica monetaria rimanga dipendente dal futuro andamento di crescita e inflazione”, affermano gli analisti di Generali Investments.

Gli esperti si aspettano che l’Istituto di Francoforte chiuda il QE a dicembre e lasci i tassi costanti almeno fino all’estate 2019. Tuttavia, alla luce degli ultimi dati e dei rischi piú elevati, “vediamo ora un primo rialzo del tasso sui depositi (di 15 punti base) solo nel dicembre 2019. I mercati prezzano attualmente un aumento di 9 punti base entro dicembre 2019”.

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