Il bond di San Marino crolla di rendimento, è l’effetto Sputnik

Il Titano bond della repubblica sanmarinese si è apprezzato sul mercato secondario, sostenuto dal buon esito della campagna vaccinale

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Titano Bond di San Marino al 2,4%

Meno di due mesi fa, la Repubblica di San Marino emetteva il Titano bond, il primo della sua storia. L’operazione è avvenuta in una fase di estrema difficoltà finanziaria del piccolo stato situato all’interno del territorio nazionale italiano. L’economia domestica da un decennio a questa parte non riesce a risollevarsi dall’adesione agli standard internazionali per scrollarsi di dosso l’etichetta di “paradiso fiscale”. Alla crisi già in corso si è aggiunta quella provocata dalla pandemia. Qui, il Covid ha avuto contraccolpi pesanti, dato che San Marino vive di turismo.

Malgrado le premesse non brillanti, il Titano bond di San Marino raccolse 340 milioni di euro tra i capitali esteri, più dei 300 milioni inizialmente ipotizzati dal governo. La scadenza di 3 anni, fissata al 24 febbraio 2024 e cedola 3,25% (ISIN: XS2239061927), è servita essenzialmente a permettere alla repubblica di fronteggiare il pagamento del prestito-ponte di 12 mesi, contratto a fine 2020. Da notare come nel dicembre scorso, un primo tentativo di emettere debito sul mercato internazionale era andato fallito. In quell’occasione, il governo trovò che l’operazione sarebbe avvenuta a costi insostenibili, rinviandola di qualche mese.

Venerdì scorso, alla Borsa di Lussemburgo il Titano bond di San Marino quotava nettamente sopra la pari, in area 102,30. A ciò corrispondeva un rendimento lordo del 2,40%. Rispetto al 3,25% iniziale, siamo a una discesa netta in poche settimane, sebbene il livello offerto rimanga altissimo per una scadenza triennale. L’Italia ha di recente emesso un nuovo BTp a 50 anni al 2,18%. E parliamo di un emittente tra i più generosi di tutta l’Eurozona insieme alla Grecia.

Il miracolo dello Sputnik sul bond di San Marino

Ad ogni modo, resta indubbio il successo del bond di San Marino tra gli investitori e in una fase di rialzo globale dei rendimenti, cioè di ripiegamento dei prezzi obbligazionari.

A cosa si deve tale riscontro positivo? Un mese e mezzo fa, la piccola repubblica riceveva le prime dosi di Sputnik, il vaccino russo contro il Covid. Tra lo scetticismo generale all’estero, i risultati si stanno già vedendo. Anzitutto, già quasi un quarto della popolazione è stato vaccinato e l’istituto per la sicurezza sociale stima che entro maggio verrà raggiunta l’immunità di gregge. Da oggi, i ristoranti potranno aprire anche a cena e i diciottenni prenotarsi per ricevere la somministrazione del vaccino.

Poiché il turismo incide prepotentemente sull’economia sanmarinese, la prospettiva che già prima dell’estate le attività riaprano del tutto e che i flussi dall’estero (leggasi, principalmente dall’Italia) siano riattivati tonifica il bond di San Marino. Restano le criticità di un indebitamento in crescita inarrestabile e di un’economia che non riesce a rimettersi in moto dopo l’abbandono del paradigma bancocentrico su cui si regga fino alla crisi finanziaria del 2008. Ad ogni modo, lo Sputnik ha fatto il mezzo miracolo che serviva per ridare quel minimo ottimismo al mercato.

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