Bond Ryanair più sicuri dei Btp

Le obbligazioni Ryanair (XS1565699763 ) rendono meno dei Btp e sono più sicure. Negoziabili su ExtraMot per tagli da 100.000 euro

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Le obbligazioni Ryanair (XS1565699763 ) rendono meno dei Btp e sono più sicure. Negoziabili su ExtraMot per tagli da 100.000 euro

Ryanair batte Btp. In termini di rendimento, i bond della compagnia low cost irlandese, diventata leader di settore in Europa, sono meno convenienti dei Btp di pari durata.

Il rating di Rynair per Standard & Poo’rs è BBB+, due noch sopra quello del debito sovrano italiano. Benchè il paragone appare poco appropriato trattandosi di emittenti completamente diversi fra loro, è comunque indicativo della solidità patrimoniale della compagnia aerea irlandese.

 

Le obbligazioni Ryanair 1,125% con scadenza 2023, appena emesse sul mercato a favore di investitori istituzionali al prezzo di 99,38, trattano già sopra 101 per un rendimento a scadenza di 0,93%. Il bond senior unsecured (Isin XS1565699763 ) è stato venduto per 750 milioni di euro e corrisponde una cedola fissa annua del 1,125% pagabile il 23 agosto. Il bond è negoziabile, oltre che presso l’Irish Stock Exchgange di Dublino, anche sul circuito ExtraMot gestito da Borsa Italiana per importi minimi di 100.000 euro e multipli analoghi.

 

Ryanair: traffico in aumento del 17%

 

Ryanair ha registrato a gennaio un’espansione del traffico del 17% a/a a 8,77 milioni di passeggeri proseguendo così sul percorso di crescita con tassi a doppia cifra degli ultimi mesi. Il vettore low-cost irlandese ha inoltre messo a segno un ulteriore miglioramento del load factor salito di 2 punti percentuali al 90% grazie anche alle nuove strategie di focalizzazione sulla soddisfazione della clientela e ai livelli bassi delle tariffe. Quanto al traffico nei dodici mesi al 31 gennaio, è risultato in crescita del 15% a 118,3 milioni di passeggeri.

 

Utili in calo per Ryanair nel terzo trimestre

 

Ryanair Holdings ha chiuso il terzo trimestre con un calo dei profitti dell’8% circa a causa delle ripercussioni dell’eccesso di offerta in Europa sulle tariffe dei biglietti.

Nel dettaglio il vettore low-cost irlandese ha registrato un utile netto in calo dai 102,7 milioni di un anno fa a 94,7 milioni. I ricavi, nonostante la crescita dei passeggeri nel periodo del 16%, sono cresciuti di solo l’1% a 1,36 miliardi di euro a dimostrazione degli effetti dell’eccesso di capacità nei cieli europei anche su una compagnia destinata secondo gli analisti a mostrare forti vendite e profitti anche questa volta. Da mesi, pero’, il comparto europeo e’ sotto pressione a causa di un’offerta ormai non piu’ allineata ad una domanda resa debole dall’impatto degli attacchi terroristici soprattutto su grandi mete turistiche come Parigi. La scorsa settimana Wizz Air Holdings ha tagliato le guidance annuali, easyJet ha indicato un calo dei profitti a causa dell’aumento dei costi per carburanti e del contesto valutario sfavorevole e Sas ha deciso di trasferire alcune attività al di fuori della Scandinavia per ridurre i costi e competere meglio con i concorrenti.

 

Il peso della Brexit

 

I tale contesto il forte deprezzamento della sterlina dopo il voto sulla Brexit ha giocato un ruolo rilevante sui vettori molto esposti al Regno Unito. Ryanair, che genera un quarto dei ricavi proprio oltre manica, ha attribuito alla svalutazione della divisa britannica parte del calo dei profitti. Sulla compagnia pesa anche l’instabilità politica in Nord Africa e Turchia che ha indebolito la domanda per viaggi verso popolari mete turistiche locali. Ryanair ha previsto per il quarto trimestre dell’esercizio fiscale al 31 marzo un calo delle tariffe del 15% dopo la flessione del 17% subita nel terzo nonche’ una persistente debolezza durante tutto l’anno. Ciononostante il vettore ha confermato le guidance su un utile netto per l’intero esercizio tra 1,3 e 1,35 miliardi di euro.

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