Bond in rubli: IFC rende il 7,5% per quattro anni

I bond in rubli emessi da International Finance Corporation si comprano sotto la pari e si negoziano sul Mot (XS1559528903)

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I bond in rubli emessi da International Finance Corporation si comprano sotto la pari e si negoziano sul Mot (XS1559528903)

Per chi è a caccia di bond in rubli, segnaliamo quelli di IFC, scesi sotto il prezzo di collocamento. International Finance Corporation fa parte  della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (World Bank Group) e gode della massima affidabilità sui mercati internazionali (rating AAA).

 

Bond in rubli IFC 6,75% 2020 caratteristiche

 

IFC ha emesso obbligazioni in rubli per 1,5 miliardi il mese di febbraio 2017 collocandole al prezzo di 98,69. I bond International Finance Corp. 6,75% 2020 (Isin XS1559528903 ), sono negoziabili per importi minimi di 50.000 rubli, circa 835 euro, presso Borsa Italiana, segmento Mot, e sul mercato grigio OTC (over the counter) al prezzo di 98,35% per un rendimento a scadenza del 7,50%. Il bond paga una cedola a tasso fisso pari a 675% il 3 febbraio di ogni anno e va a rimborso in unica soluzione il 3 febbraio 2020. Benchè l’emittente sia pienamente affidabile in quanto a regolare pagamento di interessi e rimborso capitale, il rischio cambio non è da sottovalutare. Imposta sostitutiva agevolata al 12,50%, al pari dei titoli di stato.

Rublo russo si è rafforzato del 17% in sei mesi

 

Il rublo russo si è infatti apprezzato molto negli ultimi sei mesi passando da 75 a 61 nei confronti dell’euro per un progresso che corrisponde al 17%. E il trend potrebbe continuare. Alla base del rafforzamento del rublo vi sono diversi fattori, primo fra tutti, però, è la risalita delle quotazioni del greggio sui mercati internazionali. La Russia è infatti dipendente dall’export di materie prime e di petrolio in particolare, cosa che ne ha sempre determinato l’andamento economico interno del Paese. Sono quindi state riviste da Mosca anche le prospettive di crescita per il triennio 2017-2019, sulla scorta del recente accordo raggiunto dall’Opec per il taglio della produzione mondiale di barili di petrolio, accordo al quale si è allineata anche la Russia (esterna all’Opec) nell’ambito di accordi internazionali raggiunti fra paesi non appartenenti al cartello petrolifero.

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