Bond in rubli: Città di San Pietroburgo rende 8% a pochi mesi dalla scadenza

San Pietroburgo offre sui propri bond in rubli (RU000A0JTDL6 ) rendimenti del 8% a 4 mesi dal rimborso. Taglio minimo 1.000 rubli

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San Pietroburgo offre sui propri bond in rubli (RU000A0JTDL6 ) rendimenti del 8% a 4 mesi dal rimborso. Taglio minimo 1.000 rubli

Fra i bond in rubli a breve scadenza, quelli della Città di San Pietroburgo sono fra i più appetibili dai più accorti investitori. Non tanto per il rendimento offerto, in linea con quanto pagato dallo Stato, quanto per il fatto che si tratta di obbligazioni a breve scadenza che la municipalità di San Pietroburgo si appresta a rifinanziare.

Emesse nel 2012 alla pari per 7 miliardi di rubli (Isin RU000A0JTDL6 ), le obbligazioni della città di San Pietroburgo sono negoziabili per importi di 1.000 rubli alla borsa di Mosca e sul mercato grigio OTC (over the counter). Nel corso della loro vita, i bond municipali sono scesi fino a un minimo di 80, all’indomani del crollo della valuta sui mercati internazionali a cavallo fra il 2014 e il 2015, ma poi si sono sempre dimostrati solidi, al pari dei titoli di stato russi. Offrono una cedola del 7,94% su base semestrale e vanno a rimborso in unica soluzione il 1 giugno 2017 a 100. Al momento si possono acquistare intorno alla parità per un rendimento del 8% circa, nonostante il titolo sia poco liquido perché chi lo ha in mano intende portarlo a scadenza. Il rating della città di San Pietroburgo è BBB- per Fitch, ba1 per Moody’s  e BB+ per Satandard & Poor’s, al pari del giudizio offerto al debito dello stato russo.

Rublo russo si è rafforzato del 16% in sei mesi

Le obbligazioni in rubli sono tornate sotto la lente degli investitori. La valuta russa si è infatti apprezzata molto negli ultimi sei mesi passando da 75 a 63 nei confronti dell’euro per un progresso che corrisponde al 16%. E il trend potrebbe continuare. Alla base del rafforzamento del rublo vi sono diversi fattori, primo fra tutti, però, è la risalita delle quotazioni del greggio sui mercati internazionali.

La Russia è infatti dipendente dall’export di materie prime e di petrolio in particolare, cosa che ne ha sempre determinato l’andamento economico interno del Paese. Sono quindi state riviste da Mosca anche le prospettive di crescita per il triennio 2017-2019, sulla scorta del recente accordo raggiunto dall’Opec per il taglio della produzione mondiale di barili di petrolio, accordo al quale si è allineata anche la Russia (esterna all’Opec) nell’ambito di accordi internazionali raggiunti fra paesi non appartenenti al cartello petrolifero.

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