Bond: rendimenti corrono, rumors Cina affondano Treasury

La Cina potrebbe interrompere l'acquisto di bond USA ritenuti non più a buon mercato. Salgono i rendimenti compresi i Btp

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La Cina potrebbe interrompere l'acquisto di bond USA ritenuti non più a buon mercato. Salgono i rendimenti compresi i Btp

I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona continuano a salire dopo i rialzi di ieri. Quello del decennale italiano e quello di Berlino avanzano di 4 punti base rispettivamente allo 2,03% e allo 0,48%. Nel frattempo negli Usa il costo di finanziamento del Treasury decennale non solo ha superato la soglia psicologica del 2,5%, ma è a un passo da quota 2,6%, con massimo intraday al 2,598%.

Dietro al movimento non c’è solo la decisione di ieri della BoJ di ridurre i riacquisti di titoli di Stato nipponici, ma anche l’aumento delle aspettative di inflazione sul mercato. Inoltre, per quanto riguarda nello specifico T-Note Usa, pesano, come confermato da alcuni strategist, le indicrezioni di stampa in base alle quali la Cina sta rivalutando la sua esposizione ai Treasury americani. Pechino starebbe infatti pensando di rallentare se non addirittura fermare gli acquisti di bond statunitensi, considerati ora meno di appeal rispetto ad altri asset.

 

Rendimento bond in aumento

 

I rendimenti dei titoli di Stato a livello globale stanno aumentando in scia alla “graduale salita delle aspettative” sui prezzi, con il mercato che sta quindi forse vedendo “l’agognato ritorno dell’inflazione”, afferma Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners. L’esperto puntualizza che venerdì, con la pubblicazione dell’inflazione di dicembre negli Usa “avremo un nuovo segnale. Detto questo, in primavera gli effetti base dovrebbero diventare positivi sui prezzi e anche se è un fenomeno noto, avremo il consueto effetto sul sentiment”.

“Lo scenario macro domina i mercati e in particolare aumenta il movimento sul fronte delle aspettative di inflazione”, confermano gli strategist di IG. Jeffrey Gundlach, il fondatore di DoubleLine Capital, ha poi dichiarato che le politiche delle Banche centrali si stavano avviando verso un’era del “quantitative tightening” (riduzione della liquiditá globale, ndr), dopo che la Banca centrale giapponese ha deciso di tagliare gli acquisti dei bond. Inoltre Bill Gross, gestore di Janus Henderson, in un tweet ha dichiarato che il mercato orso per i bond è iniziato, con il trend che proseguiva da 25 anni per le scadenze dei Tbond a 5 e 10 anni che si è interrotto. Questo segna l’inizio di una nuova fase per chi opera nel mercato obbligazionario.

 

Giappone: la BoJ riduce gli acquisti di bond

 

Tornando al Giappone, la BoJ ha ridotto di 10 mld di yen ciascuno i riacquisti di titoli di Stato nipponici con scadenza fra 10 e 25 anni e oltre i 25 anni. La reazione all’annuncio è stata modesta sull’obbligazionario giapponese, ma marcata sui mercati valutari, con un apprezzamento dello yen, e sui bond esteri, con un ampio rialzo soprattutto sui rendimenti Usa, sottolineano gli economisti di Intesa Sanpaolo. Il presidente della BoJ, Haruhiko Kuroda, e altri membri della Banca hanno rilevato recentemente che un eccessivo appiattimento della curva ha ripercussioni negative sull’economia, e per gli esperti è possibile che nel corso del 2018 l’Istituto “prosegua con caute correzioni degli acquisti sul tratto super-lungo, pur mantenendo l’obiettivo di tassi a zero per il rendimento a 10 anni. Per ora non ci sono indicazioni di inversione di tendenza sulla strategia di politica monetaria giapponese”. La mossa della BoJ non è stata “nulla di sensazionale”, ma agli investitori “è venuto il sospetto che sia un inizio di tapering esplicito (gli acquisti di bond si stanno contraendo un po’ da qualche tempo), o magari un test per vedere la reazione del mercato a un addolcimento del target di rendimento”, conclude Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners.

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Argomenti: Btp

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