Bond: reazione obbligazionario a voto contenuta

Spread BTP-Bund in flessione a 137 bp dai 144 circa visti in avvio. Il risultato elettorale non condiziona i rendimenti dei bond

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Spread BTP-Bund in flessione a 137 bp dai 144 circa visti in avvio. Il risultato elettorale non condiziona i rendimenti dei bond

Il risultato delle elezioni italiane appare piuttosto confusionario, ma non crediamo che siano aumentate le probabilità che l’Italia lasci l’Eurozona. Il Movimento Cinque Stelle e la Lega Nord hanno entrambi ricevuto ottimi risultati, mentre il Pd di Renzi e, più sorprendentemente, Forza Italia di Berlusconi hanno sofferto. Le modalità di formazione del Governo non saranno chiare finché non sapremo come saranno distribuiti i seggi parlamentari. Né i Cinque Stelle nè la coalizione di centro-destra (Ln/Fi) possono governare da soli, ma sembra probabile che la futura amministrazione prevederà un partito anti-establishment o un altro“.

Lo afferma Adrian Hilton, responsabile tassi e valute di Columbia Threadneedle Investments, facendo notare che “la reazione dei mercati obbligazionari è stata abbastanza contenuta fino ad ora; il risultato davvero negativo per i mercati sarebbe una coalizione che comprenda sia la Lega che i Cinque Stelle. Un simile scenario peggiorerebbe probabilmente le relazioni con la Commissione Europea, in particolare per quanto riguarda gli obiettivi di bilancio. Ma siamo lontani dall’idea che l’Italia possa abbandonare l’euro: entrambi i partiti anti-establishment hanno attenuato il loro scetticismo verso l’euro negli ultimi mesi e i sondaggi continuano a mostrare una maggioranza popolare a favore dell’adesione alla moneta unica. Gli ostacoli costituzionali a un referendum in stile Brexit in Italia sono comunque notevoli”. Per l’esperto “molto probabilmente vedremo un periodo prolungato di compromessi, negoziati e incertezza mentre si dovrà formare il Parlamento. Nel peggiore dei casi, l’Italia tornerà alle urne tra pochi mesi. Nonostante questa incertezza, riteniamo che il rischio di rotture dell’euro sia al minimo da anni. E nel contesto di una solida crescita economica nell’area euro, riteniamo che gli spread dei titoli di Stato periferici possano continuare a convergere verso quelli core“.

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Argomenti: Btp