Bond: prosegue rally rendimenti post Draghi, Btp sopra 2%

Rendimenti in rialzo per i titoli di stato europei. Bund a 0,70% e Btp al 2%. La Bce si prepara a cambiare la guidance

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Rendimenti in rialzo per i titoli di stato europei. Bund a 0,70% e Btp al 2%. La Bce si prepara a cambiare la guidance

Seduta di rialzi, ieri, per i rendimenti dei titoli di Stato a livello globale. Quello del Bund decennale è salito di 7 punti base allo 0,69% e quello del Btp di 4 pb, sopra il 2%, al 2,03%, con spread a 134 pb. Inoltre il costo di finanziamento del quinquennale di Berlino, nel corso della giornata, è tornato in positivo per la prima volta dal 2015 per poi chiudere al -0,01%.

Il movimento, fanno notare gli analisti di Marzotto Sim, è partito giá la scorsa settimana da un’interpretazione del discorso del presidente della Bce, Mario Draghi, apparso meno colomba del previsto, nonostante nessuna modifica della forward guidance e sia stato confermato un ampio livello di stimolo monetario. Gli esperti evidenziano che è stata posta maggior enfasi su un trend di crescita robusta, che potrebbe sorprendere positivamente nel corso dell’anno, piuttosto che sul rafforzamento del cambio, che sembra per ora non desti ancora sufficiente preoccupazione perchè ritenuto legato soltanto alla politica commerciale degli Stati Uniti. “Il mercato ha” poi “iniziato a intravedere un po’ di inflazione in arrivo che dovrebbe aggiungersi al quadro” di crescita solida, commenta Jeff MacDonald, head of fixed-income strategies di Fiduciary Trust Company International.

 

I rendimenti dei bond UE

 

I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono spinti al rialzo anche sulla scia del superamento di livelli tecnici importanti da parte dei Treasury statunitensi, aggiunge Kim Liu, strategist di Abn Amro, sottolineando che il costo di finanziamento decennale di Washington ha superato il 2,7%. Tuttavia, prosegue l’esperto, a determinare la dinamica odierna dei bond dell’area euro potrebbe essere anche l’onda lunga delle parole di Klass Knot, membro olandese della Banca centrale europea, il quale ha dichiarato che l’Istituto di Francoforte dovrebbe terminare “il prima possibile” il programma di allentamento quantitativo. Piú cauto invece il capo economista Peter Praet, secondo il quale la Banca centrale europea ha ancora bisogno di tempo per raggiungere il suo target di inflazione. E’ necessario quindi che l’Istituto di Francoforte resti paziente e persistente sull’obiettivo dell’indice dei prezzi al consumo.

 

La Bce

 

La politica monetaria della Banca centrale europea è “decisamente troppo accomodante”, considerando l’attuale contesto economico, afferma però Edgar Walk, capo economista di Metzler Asset Management, sottolineando che la discussione sull’approccio monetario all’interno del board direttivo dell’Istituto di Francoforte dovrebbe intensificarsi ulteriormente nel corso dell’anno. Al momento, prosegue l’esperto, sembra verosimile che il programma di allentamento quantitativo della Bce si concluda a settembre e che il primo rialzo dei tassi d’interesse avvenga nel primo trimestre del 2019, ma l’autoritá monetaria europea “dovrebbe in realtá fare di piú”.

Nel frattempo il Tesoro italiano ha collocato 6,5 miliardi di euro di Bot a sei mesi con rendimento al -0,417% e rapporto di copertura a 1,39 in attesa delle aste di medio-lungo periodo di domani. Le recenti emissioni di titoli di Stato periferici dell’Eurozona hanno riscontrato “un’enorme domanda”, evidenziando ulteriormente l’appetito degli investitori per i rendimenti piú alti, sottolinea Luca Cazzulani, strategist di UniCredit, secondo il quale anche l’asta di Btp italiani a scadenza decennale di oggi “dovrebbe essere ritenuta attraente”, dato che il costo di finanziamento di Roma dovrebbe attestarsi leggermente al di sopra del 2%.

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Argomenti: Btp