Bond Popolare Vicenza 9,50% da oggi anche su Hi-Mtf

Le obbligazioni subordinate (XS1300456420) della banca vicentina sono negoziabili per tagli minimi di 100.000 euro

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Le obbligazioni subordinate (XS1300456420) della banca vicentina sono negoziabili per tagli minimi di 100.000 euro

Obbligazioni Popolare di Vicenza 9.50% da oggi anche su Hi-Mtf. Il controverso bond high yield da 200 milioni  emesso a fine settembre sulla borsa del Lussemburgo da Banca Popolare di Vicenza, dopo essere sbarcato sul TLX, approda anche sul mercato regolamentato Hi-Mtf. Il mercato regolamentato gestito da Hi-Mtf Sim S.p.A. – i cui soci sono Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, ICCREA Banca, Banca Aletti & C.- Gruppo Banco Popolare – e Banca Sella Holding – ospita infatti dal 3 novembre 2015 anche l’obbligazione subordinata decennale con cedole al 9,50% (Isin XS1300456420) che tanto ha fatto discutere. L’emissione era infatti avvenuta in concomitanza con l’avvio delle indagini della Guarda di Finanza nei confronti dei vertici dell’istituto di credito vicentino e dopo le ennesime ispezioni da parte della Banca d’Italia. L’obbligazione, sottoscritta da investitori istituzionali, era stata emessa lo scorso 29 settembre a 95,53, poi scesa fin sotto quota  93, è disponibile su Hi-Mtf per tagli da 100.000 euro con multipli aggiuntivi di 100.000 e scambia al momento intorno a 103,6. Il bond è callable a partire dal quinto anno dall’emissione e il rating assegnato dall’agenzia Standard & Poor’s è BB-.   Banca Popolare di Vicenza, a un bivio fra aumento di capitale e bail in   Popolare di Vicenza è impegnata in un pressante percorso di risanamento. Da giugno, quando ha preso in mano il timone, l’ad Francesco Iorio ha ritenuto inverosimile ragionare di aggregazioni: a Vicenza si punta a risolvere prima i problemi interni, poi, a febbraio 2016, l’assemblea sarà chiamata a deliberare la trasformazione in S.P.A. proprio in occasione del 150esimo compleanno. Seguirà un aumento di capitale da circa 1,5 miliardi di euro e la quotazione a Piazza Affari.

Aspetto non certo irrilevante – secondo Federconsumatori – poiché gli oltre 117mila azionisti si sono ritrovati dallo scorso aprile le azioni svalutate di colpo del 23% rispetto al prezzo di acquisto e a breve saranno chiamati a mettere altri soldi per sostenere l’Istituto di credito vicentino. Il tutto dopo che gli azionisti erano già stati chiamati a sostenere precedenti aumenti di capitale, con la prospettiva di potenziamento e acquisizioni di altre banche al solo fine, ad oggi sospetto, che tali operazioni siano state utilizzate a tamponare necessità di bilancio. E la imminente trasformazione in Spa – prosegue Federconsumatori – e la successiva quotazione in borsa non lascia certo maggiore fiducia sulle prospettive di recupero da parte degli azionisti anzi le previsioni sono orientate alla negatività. Certo, il lavoro, non facile, che il nuovo management svolgendo è orientato a rinsaldare la fiducia col mondo produttivo veneto chiamando a raccolta i maggiori gruppi industriali per un sostegno proficuo della Bpvi. Le maggiori banche italiane, poi, dovrebbero garantire l’aumento di capitale, sempre che non saltino fuori altre magagne dai rapporti della Guardia di Finanza. L’alternativa sarebbe la nuova normativa sui salvataggi delle banche (bail in bancario) che dal 2016 potrebbe coinvolgere anche i portatori di obbligazioni.

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