Bond Popolare di Bari 2021, rischio azzeramento senza ristoro dopo il salvataggio?

Le obbligazioni subordinate della Banca Popolare di Bari rischiano non solo di essere azzerate, bensì pure di non ottenere alcun ristoro, a differenza di quanto accadde con MPS. Vediamo perché.

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Le obbligazioni subordinate della Banca Popolare di Bari rischiano non solo di essere azzerate, bensì pure di non ottenere alcun ristoro, a differenza di quanto accadde con MPS. Vediamo perché.

Il crac della Banca Popolare di Bari è in corso. La Banca d’Italia ha commissariato gli organi di amministrazione e controllo dell’istituto pugliese, i cui bilanci risultano gravati da indici patrimoniali ben al di sotto dei requisiti minimi fissati dalla Vigilanza europea.

A questo punto, il governo ha varato un decreto per iniettare nella banca 900 milioni di euro, attraverso una ricapitalizzazione da effettuarsi tramite MedioCredito centrale, istituto controllato da Invitalia, società a sua volta controllata dal Ministero di economia e finanze.

Crac Popolare di Bari: risparmi in fumo e governo in confusione, cosa succede?

Il salvataggio di stato imporrà, così come dispone la disciplina bancaria entrata in vigore con il “bail-in” e in recepimento della “Bank recovery and resolution directive” (Brrd), l’applicazione del principio cosiddetto del “burden sharing”, vale a dire che i soggetti privati debbano partecipare alle perdite per un importo non inferiore all’8% della massa passiva.

Nel caso della Popolare di Bari, ciò implicherà l’azzeramento, anzitutto, delle azioni. Nell’ultima seduta in cui è stato possibile negoziarle sui mercati regolamentati, valevano 2,38 euro ciascuna e per un valore complessivo di quasi 388 milioni, molto meno degli 815 milioni indicati a bilancio a fine 2018. Attenzione, perché anche i suddetti 2,38 euro erano da considerarsi teorici, visto che sul circuito Hi-MTF in cui erano negoziate non risultavano essere stati effettuati scambi a quei livelli di prezzo. Adesso che il crac è conclamato, logicamente nessuno le acquisterebbe più nemmeno per un solo centesimo.

Obbligazionisti subordinati senza ristoro?

Preso atto che i circa 69.000 soci avrebbero perso tutto, cosa spetta agli obbligazionisti? L’unico bond in questione è quello subordinato emesso nel giugno dello scorso anno e con scadenza nel dicembre 2021, cedola 6,50% (ISIN: IT0005067019), il cui controvalore nominale ammonta a 213,3 milioni di euro. Poiché il solo capitale azionario risulterebbe insufficiente a coprire le perdite, molto probabile che anche questi titoli verranno coinvolti, cioè azzerati. A questo punto, la reale speranza a cui aggrapparsi per gli obbligazionisti sarebbe quella di un successivo ristoro, così com’è avvenuto per Monte dei Paschi di Siena attraverso uno scambio con azioni di nuova emissione.

Spiace dirlo, ma le chance che ciò avvenga anche a Bari appaiono molto ridotte. Nel caso di Siena, infatti, si trattava di indennizzare gli obbligazionisti che sottoscrissero i bond subordinati emessi nel lontano 2008, cioè ben prima che entrasse in vigore il “bail-in”. I bond della Popolare di Bari, invece, sono stati emessi solamente un anno e mezzo fa e chi li ha sottoscritti avrebbe dovuto conoscere sia i rischi di questi titoli in sé, i quali vengono rimborsati solo dopo i crediti non subordinati nel caso di liquidazione, sia quelli legati al “bail-in”, che ne ha accresciuto il grado di rischio per l’imposizione del “burden sharing” nei casi di intervento pubblico.

Obbligazioni subordinate Popolare di Bari dicembre 2021, cosa succede?

Se dovesse accadere il peggio, l’unica possibilità concreta che gli obbligazionisti subordinati avrebbero sarebbe di lanciare una “class action” contro la banca, sempre che fosse accertato che i suoi vertici abbiano falsificato i bilanci, compiuto operazioni non svelate al mercato o tese a provocare danni patrimoniali. In quel caso, si avrebbe titolo per agire in giudizio, visto che le obbligazioni sarebbero state acquistate senza conoscere le reali condizioni finanziarie e patrimoniali dell’emittente. Ma si rischia, comunque, una vittoria di Pirro, qualora ci fosse poco o nulla da escutere all’istituto e/o ai suoi dirigenti commissariati ed eventualmente condannati.

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