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Bond paesi emergenti restano attraenti

I bond dei paesi emergenti hanno ancora un buon potenziale. Attenzione ai rischi, però: il fai da te è sconsigliabile secondo gli esperti

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I bond dei paesi emergenti hanno ancora un buon potenziale. Attenzione ai rischi, però: il fai da te è sconsigliabile secondo gli esperti

Le obbligazioni dei paesi emergenti restano attraenti. Lo dicono gli analisti di Candrian Group analizzando il contesto macroeconomico alla luce dei recenti interventi della Fed sul costo del denaro.

 

Fra le aree geografiche più promettenti, Cina a parte, ci sono paesi come Brasile, Colombia, Croazia, Polonia, Russia, Turchia, Venezuela e Messico che, nonostante le difficoltà riscontrate negli ultimi anni, hanno ancora un grosso potenziale da esprimere. I rendimenti dei bond governativi emessi da tali Stati sono allettanti e spesso non commisurati al rischio attribuito dalle agenzie di rating. Il singolo investitore, però, se non è più che un buon conoscitore dei mercati, è bene che si affidi a dei professionisti acquistando quote di fondi d’investimento dedicati. Il ricordo del default dell’Argentina all’inizio degli anni 2000 è ancora fresco e ha lasciato ferite profonde.

 

L’asset class obbligazionario dei mercati emergenti – secondo Candrian – non viene considerato in termini di Paesi o di aree geografiche, ma tramite un approccio relative value, una delle strategie alternative che può contribuire a ottimizzare le performance di portafoglio corrette per il rischio, tramite modelli proprietari. Questa asset class rimarrà comunque al centro degli investimenti nel 2017“, dopo che nel 2016 si è rivelata una della maggiori strategie di successo per Candriam, con una raccolta di più di 900 milioni di euro. Lo ha affermato Matthieu David, head of Italian branch di Candriam Investors Group, in occasione di una conferenza stampa a Milano sul mercato italiano dell’asset management.

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